L’ acqua potabile e’ la risorsa più preziosa del nostro pianeta, in quanto basilare per lo sviluppo della vita. Nel 2025, anno del “peak water”, si prevede che circa 1,8 miliardi di persone vivranno in zone a forte carenza idrica, e questo fenomeno andrà progressivamente ad interessare anche i paesi più avanzati. Oggi circa un miliardo di persone non ha accesso all’acqua potabile e 30 mila muoiono quotidianamente per mancanza di acqua. Appare chiaro l’ impellente necessità di razionalizzare i consumi e ridurre gli sprechi, ma soprattutto avere chiare tutta una serie di informazioni per approcciare meglio il problema e farci un idea.

In Italia è veramente sicura?

Da parecchio tempo una serie di inchieste hanno messo in luce le problematiche del nostro paese riguardo la distribuzione e la sicurezza dell’ acqua che beviamo dai rubinetti di casa nostra.
Premettendo che il sistema idrico nazionale, oramai obsoleto, disperde circa 2,61 miliardi di metri cubi di H2O all’ anno a causa della pessima condizione delle tubature con l’ aggiunta dell’inquietante fenomeno del furto dell’acqua potabile da parte di organizzazioni criminali, il problema principale resta la contaminazione delle falde acquifere. In un territorio devastato dall’ incuria, soggetto al dissesto idrogeologico ed alla desertificazione, divenuto una discarica a cielo aperto per rifiuti tossici, inquinanti e cancerogeni qualche dubbio è opportuno averlo.

Gli agenti inquinanti

Recentemente campionature di acqua potabile su scala nazionale hanno evidenziato parametri alterati alla contaminazione fecale in diversi acquedotti. A Pietrasanta in provincia di Lucca e’ stato rinvenuto Tallio, arsenico e floruri a Viterbo e Roma, tetracloroeitilena nella “Terra dei Fuochi” e la lista non finisce qui. E’ bene ricordare però che numerosi sono gli agenti inquinanti che una volta rilasciati nell’ecosistema compromettono la qualità dell’acqua potabile. Questa viene alterata da inquinanti industriali come acido nitrico, soda, acido fosforico, ammoniaca, acido solforico, acido cloridrico, muffe e batteri, l’ inquinamento urbano favorisce la proliferazione di batteri fecali e metalli, l’inquinamento agricolo immette spesso nelle falde acquifere pesticidi e fertilizzanti. La Comunità Europea ha già da tempo imposto all’ Italia di bonificare entro il 2015 la nebulosa situazione del sistema idrico nazionale, ma l’ investimento economico per questo scopo si prevede veramente oneroso. Intanto però cosa fare per tutelare la nostra salute?

I depuratori domestici

Sono in commercio già da qualche anno piccoli depuratori che garantiscono di bere acqua potabile di rubinetto ulteriormente filtrata. È bene sapere che nel sistema idrico del nostro paese viene regolarmente immesso cloro, ozono e verderame che dovrebbero già svolgere un azione di protezione e disinfezione, ma per chi volesse sentirsi più protetto non sarà difficile procurarsi a buon prezzo queste apparecchiature, ultimamente un po’ discusse. La depurazione ad osmosi, infatti, utilizzata ed inventata dall’ industria militare americana, priverebbe l’ acqua di importanti sali come il calcio ed il potassio. A questo punto non restano che due consigli: in primis risparmiare l’ acqua pensando alle generazioni future, in secundis affidarci un po’ alla sorte e un po’ alle istituzioni che continuano a sottolineare che la qualità dell’ acqua potabile italiana non presenta rischi per la salute.

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