L’ agricoltura e’ tornata di moda. In una società sempre più frenetica e competitiva, molti, soprattutto tra i giovani, sono quelli che decidono di tornare alla terra, indirizzandosi verso un imprenditoria che recupera il rapporto tra uomo e natura. In Italia, malgrado i dati non confortanti delle varie Associazioni, come Coldiretti e Cia, sulla contrazione del mercato e la crisi del settore, la vera sfida che si va attuando nel campo dell’ agricoltura e’ il cambio generazionale, sostenuto da una serie di interventi ed agevolazioni anche con il contributo della Comunità Europea.
Chi è già impegnato in questo settore o chi sceglie oggi di tornare a lavorare tra i campi, sa ora di avere dalla sua parte una serie di finanziamenti agevolati ed interventi che rendono più facile la gestione o l’ apertura e l’ avviamento di un azienda agricola, in modo dinamico ed innovativo.

L ‘agricoltura e il Decreto Campolibero

Sia che siate interessati ad innovare o ad aprire un azienda che si occupa di agricoltura, la parola d’ ordine e’ informarsi. Con il Decreto Campolibero, legge n. 116 dell’11 agosto 2014, molte cose sono cambiate. Ed a favore degli agricoltori. Per gli over 40 che vogliono fare impresa ci sono mutui a tasso zero, detrazione per affitto dei terreni al 19% per giovani coltivatori diretti e imprenditori agricoli fino a 35 anni ed incentivi all’assunzione di giovani con contratto a tempo indeterminato o determinato di minimo 3 anni, con sgravio di 1/3 della retribuzione lorda. E non finisce qui. Per chi vuole innovare la sua azienda:
Credito d’imposta per innovazione e sviluppo di prodotti e tecnologie al 40% degli investimenti fino a 400mila euro;
– Credito d’imposta per nuove reti d’impresa di produzione alimentare al 40% degli investimenti e fino a 400mila euro;
– Credito d’imposta per l’e-commerce di prodotti agroalimentari al 40% degli investimenti e fino a 50mila euro;
– Avvio del sistema di consulenza aziendale in agricoltura
Gli incentivi ad assume invece si riassumo così:
Deduzioni Irap per ogni lavoratore assunto con contratto a tempo determinato di almeno 3 anni e per almeno 150 giornate all’anno:
1) un importo pari a 3.750 euro, su base annua, per ogni lavoratore dipendente impiegato nel periodo di imposta, aumentato a 6.750 euro per i lavoratori di sesso femminile nonché per quelli di età inferiore ai 35 anni;
2) un importo fino a 7.500 euro, su base annua, per ogni lavoratore dipendente impiegato nel periodo d’imposta nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, aumentato a 10.500 euro per i lavoratori di sesso femminile nonché per quelli di età inferiore ai 35 anni; tale deduzione è alternativa a quella di cui al numero 1), e può essere fruita nel rispetto dei limiti derivanti dall’applicazione della regola de minimis di cui al regolamento (CE) n. 69/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, e successive modificazioni;
3) il 50 per cento dei contributi assistenziali e previdenziali relativi ai lavoratori assunti con il contratto a tempo determinato avente le caratteristiche indicate sopra.
Insomma una vera cura d urto per il comparto dell’ agricoltura italiana, che quest’ anno con Expo 2015, che coinvolge l’ intero settore agroalimentare del nostro territorio, sta tentando di tornare a fare da volano per l’ economia nazionale. Ed a buon ragione. I prodotti della nostra terra solo le prime vere eccellenze dell’ Italia, il risultato di una lunga tradizione contadina di cui subiamo nuovamente il fascino.

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