L’ agricoltura in Sicilia è stata sempre una delle attività economiche più diffuse dell’Isola, importante e imprescindibile fonte di reddito per i siciliani, grazie anche alla varietà e all’eccellente qualità delle produzioni agricole. C’è chi giura di non aver mangiato mai frutta più buona di quella siciliana e non c’è turista che non resti inebriato dall’ odore degli agrumi di Sicilia, dalla dolcezza dei cachi o delle melanzane viola.

Attualmente circa l’11% della popolazione siciliana lavora nel settore agricolo (negli anni Cinquanta cifra arrivò a circa il 50%, ma si è ridotta significativamente negli ultimi decenni) e quasi i tre quarti dei terreni fertili dell’isola vengono sfruttati per uso agricolo. Tuttavia il largo impiego di risorse umane nel settore agricolo, che si aggira intorno alle 13500 occupati, non è sufficiente ad abbattere l’alto tasso di disoccupazione dell’Isola, tra i più alti d’Italia. Di recente grazie anche allo sforzo e la passione di alcuni giovani siciliani e ai fondi stanziati dall’UE e in parte dal Governo Regionale, negli ultimi anni sono nati numerosi progetti per far ripartire l’economia della Sicilia proprio dall’agricoltura, che puntano tutto sulle nuove tecniche di produzione e coltivazione e l’agricoltura biologica di nuova concezione.

Le eccellenze dell’agricoltura siciliana

Sono numerosi i prodotti dell’agricoltura siciliana che grazie alla loro qualità eccellente e alle loro peculiarità sono riusciti ad ottenere la denominazione di Origine protetta: la carota novella di Ispica, la ciliegia rossa dell’Etna coltivata nel comprensorio di Giarre, l’olio d’oliva dei Monti Iblei, dei colli nisseni e delle colline ennesi, il limone Interdonato di Messina, il limone di Siracusa, il melone di Pachino e il pistacchio verde di Bronte. E questo ricco e variegato elenco la dice lunga sul fatto che una possibile rinascita economica dell’isola dovrebbe partire proprio dai migliori frutti della terra.

Anche nel campo della viticultura la Sicilia ha ottenuto risultati eccellenti già a partire dagli anni Novanta. Sono numerosi infatti i vini siciliani D.O.C., già famosi in epoca romana, che si sono affermati a livello internazionale e vengono considerati tra i migliori vini al mondo. Tra i vitigni autoctoni più conosciuti ricordiamo tra i rossi il Nero d’Avola, il Nerello Mascalese, il Frappato (che concorre insieme al Nero d’Avola alla D.O.C.G.), il Cerasuolo di Vittoria, il Nerello Mantellato, il Nerello Cappuccio, il Perricone e il Nocera, ed i “bianchi”, tra i quali il più noto è indubbiamente il Bianco D’Alcamo, l’Insolia, il Grillo, il Catarratto, il Grecanico, il Carricante, la Minnella Bianca, il Moscato di Pantelleria detto anche Zibibbo e la Malvasia delle Lipari.

I prodotti tipici dell’agricoltura siciliana

Torniamo alle altre culture. La Sicilia era conosciuta ai tempi dell’Antica Roma come il “granaio di roma”. Da sempre la coltivazione dei cereali, in particolare quella del frumento, è diffusa in Sicilia. Altrettanto antica e ricca è la coltivazione degli alberi da frutto e la frutticultura in generale. La bontà degli agrumi siciliani è nota a tutti, arance, limoni, mandarini, mandaranci, bergamotti, cedri e pompelmi. Tipici frutti coltivati in Sicilia sono i fichi d’India, angurie, cachi, nespole e susini. Basta sbirciare il menù di un ristorantino tipico siciliano per comprendere come ortaggi e legumi siano dei pilastri solidi della cucina e dell’alimentazione regionale, come le zucchine, le melanzane, i peperoni e i pomodori. Il favorevole clima siciliano ha permesso inoltre lo sviluppo di coltivazioni particolari e meno diffuse nella penisola come carrube e lupini e ha portato ad eccellenze quali la fava di Leonforte.

E allora coraggio Sicilia, fa conoscere al mondo le tue produzioni, fiore all’occhiello dell’eccellenza agricola italiana!

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