Minerale e materiale molto comune in natura, il termine amianto potrebbe essere tradotto con l’ aggettivo “perpetuo”. In passato è stato largamente utilizzato per le sue grandi proprietà di resistenza al fuoco, di isolamento acustico, termico ed elettrico, per la duttilità di lavorazione dovuta alla sua struttura fibrosa, la facilità di legarsi ad altri materiali ed il basso costo di produzione.

Un materiale pericoloso e cancerogeno

L’ amianto per la sua struttura chimica e l’ utilizzo rilascia polveri contenenti fibre, che inalate durante le esposizioni, possono causare gravi malattie conosciute come asbestosi. Le più diffuse sono tumori della pleura e il carcinoma polmonare. Una fibra di questo minerale è infatti 1300 volte più sottile di un capello umano e possiede quindi un alta capacità di penetrare nelle via respiratorie. È basilare quindi per tutti coloro ancora oggi esposti all’ amianto, osservare scrupolosamente la normativa in materia di dispositivi di sicurezza individuale, DPI, che prevede informazione, formazione e manutenzione dei dispositivi di protezione. Tuta di protezione, stivali in gomma o copricalzari, maschere di protezione delle vie aeree, guanti da lavoro sono obbligatori e dei veri e propri salvavita.

Dove è stato impiegato: le sorprese

In Italia, dal 1965 al 1983, questo minerale e’ stato utilizzato non modo sistematico. Industria, edilizia e trasporti sono i settori che hanno impiegato maggiormente l’ amianto. Non pensate che si trovi solamente nelle classiche pensiline. È stato utilizzato sia in campo industriale che civile nelle pareti divisorie, nelle canne fumarie, nei pavimenti in linoleum, in alcuni elettrodomestici di vecchia generazione come ferri da stiro, forni, stufe, cassoni per l’ acqua in cemento, coibentazione di navi, treni e tubature, nelle guarnizioni, nei freni e nelle frizioni delle macchine, nei pannelli isolanti, assorbenti igienici interni femminili, sabbia artificiale per bambini, filtri di sigarette, tessuti ignifughi per tendaggi e tappezzeria, pasta odontoiatrica per otturazioni, polvere anti sudorazione, adesivi e collanti e “dulcis in fundo” nel trattamento del riso per il mercato giapponese.

La normativa italiana

La prima nazione al mondo a tutelarsi e proteggersi dalla pericolosità dell’ amianto e la sua natura cancerogena fu il Regno Unito, nel 1930, a seguito dei risultati di studi medici che dimostrarono il rapporto diretto tra utilizzo di amianto e tumore. Nel 1943 la Germania fu il primo paese a riconoscere il cancro al polmone una conseguenza della inalazione di polveri di asbesto ed a prevedere un risarcimento per i lavoratori colpiti. In Italia, la produzione e lavorazione di questo silicato è fuori legge dal 1992, ma ” udite udite” non la vendita. La legge n. 257 del 1992, ha stabilito i termini e le procedure per la dismissione e lo smaltimento delle attività inerenti all’estrazione e la lavorazione dell’ asbesto ed è stata la prima ad occuparsi anche dei lavoratori esposti a questo materiale.

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