Da molti anni ormai i nostri mari sono invasi da animali marini pericolosi che hanno trovato nelle acque che bagnano l’Italia un ottimo ambiente per crescere e riprodursi. I biologi le chiamano “specie aliene” perché i mari in cui vivono naturalmente sono molto lontani – e diversi – dal nostro.
Ma negli ultimi anni il cambiamento climatico, l’alterazione della composizione chimica delle acque marine, la loro variazione di temperatura, ha reso graditi i nostri mari a specie un tempo assenti. L’incremento dei trasporti marittimi ha costituito un eccellente mezzo di spostamento degli animali marini pericolosi, che viaggiano comodamente nelle acque di zavorra delle navi o sugli scafi.
Nel Mediterraneo, il Canale di Suez, è diventato passaggio privilegiato per le specie tropicali che abitano nel Mar Rosso da quando i Laghi Amari Salati, attraverso cui passa il canale, hanno perso parte della loro elevata salinità che rappresentava un’efficace barriera. Vi sono poi gli errori umani, come la fuga dall’acquario di Monaco della pianta predatrice caulerpataxifolia, più nota come alga killer, che sta rapidamente devastando i fondali marini.

Animali marini pericolosi: quali sono?

Molti animali marini sono pericolosi per l’ambiente e per gli altri animali, ma alcuni di essi lo sono direttamente per l’uomo: un recente studio effettuato nei porti di Trieste, Venezia, Ancona e Bari ha individuato ben 91 specie aliene di cui 9 sono potenzialmente nocive.
Fortunatamente la maggior parte sono innocue, ma che accade invece con le meduse? Con gli squali? Con l’alga tossica Ostreopsis ovata? Con il pesce palla maculato?
Le meduse sono creature affascinanti e bellissime,e la maggior parte di quelle dei nostri mari causano soprattutto irritazioni cutanee, tali però da poter rovinare una vacanza. Se colpiti da una medusa occorre innanzitutto lavare la parte colpita con acqua di mare, in modo da diluire la tossina non ancora penetrata. Evitare invece l’acqua dolce perché favorisce la rottura delle strutture urticanti che le meduse lasciano sulla pelle che vanno invece rimosse con pazienza usando una tessera bancomat o un coltello.
Simile in apparenza alle meduse, anche se zoologicamente assai diversa, è la Caravella portoghese, molto comune nelle fasce subtropicali e tropicali degli oceani Atlantico, Indiano e Pacifico, ma di recente avvistata nel Mediterraneo lungo le coste spagnole e nello stretto di Messina.
Simile a una sacca galleggiante lunga dai dieci ai trenta centimetri, è un animale marino pericoloso con tentacoli sottilissimi e lunghi in media una decina di metri (ma possono arrivare anche a 50 metri) che iniettano una tossina la quale causa nell’uomo forti dolori e, nei casi più gravi, persino la morte.
Recentissima è la notizia dell’avvistamento di un squalo bianco lungo 4-5 metri nello sullo Stretto di Messina da parte di un battello da pesca. Gli attacchi di squalo nel Mediterraneo, secondo l’accreditato Florida Museum of Natural History, sono stati, negli ultimi 150 anni, 55 di cui 18 fatali.
Più subdola l’alga tossica Ostreopsis ovata. Invisibile ad occhio nudo, ha improvvise “fioriture” in luglio ed agosto che sono state associate a disturbi respiratori e febbre, non pericolosi,osservati in Toscana, Liguria, Puglia, Lazio e Sicilia. La contaminazione avviene tramite l’inalazione di tossine prodotte dall’alga o di frammenti di cellule di Ostreopsis presenti nell’aerosol marino che sono spinte sulla spiaggia dal vento o da una modesta mareggiata.

Animali marini pericolosi: il Palla è mortale

Animale marino pericolo che sta diffondendosi pericolosamente è il pesce palla maculato, Lagocephalussceleratus, entrato nel Mediterraneo dal Canale di Suez e documentato nelle acque italiane dal 2013. E innocuo in acqua, ma tossico fino alla morte se mangiato. Occhio al ristorante quindi, ma soprattutto attenzione all’ambiente marino, perché l’imprevisto che si manifesta nel mare, raccontato nello splendido romanzo Il quinto giorno, rimanga solo opera di fantasia.

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