Descrizione del progetto

L’ andare in montagna è un gioco. Un gioco che si differenzia dagli altri perché le regole non sono dettate dall’ uomo ma dalla natura stessa. Sono regole che non possono ne essere discusse e tanto meno ignorate. Io sono cresciuto in un paesino di montagna, vicino ai boschi e agli alpeggi. Da bambino, misuravo la mia crescita con le distanze alle quali osavo allontanarmi da casa. Ogni giorno, nella fantasia, vivevo nuove e avvincenti avventure. Le emozioni che si vivono in montagna, allo stesso modo, si misurano con la distanza alla quale osiamo allontanarci dalle comodità e dalla sicurezza. Non è necessario salire le vette più alte o le pareti più difficili; basta avere il coraggio di avvicinarci ai nostri limiti per andarne a scoprire di nuovi. Il fascino di questo gioco non mi ha mai abbandonato e ha fatto si che diventasse la mia professione, o meglio la mia vocazione. Da 25 anni ormai, accompagno i miei clienti sulle amate Dolomiti ancora con la stessa passione di un tempo condividendo emozioni a cui non posso più rinunciare.
Recentemente, al rientro da una scalata, il gestore del rifugio felice di rivedermi mi ha chiesto divertito: “Maurizio, ma fai ancora la guida? “. Gli ho risposto sorridente: “Mi fa sentire ancora bambino”.

Maurizio Lutzenberger nasce in Alto Adige nel 1959.
Dopo essersi avviato alla carriera professionale decide di lasciare tutto per seguire l’ardente ed irrefrenabile passione per la montagna.
Nel 1991 entra a far parte del Team di guide di Hans Kammerlander accompagnando clienti sia nelle Dolomiti che in Himalaya. Dal 1994 si occupa anche di formazione delle guide alpine e dei soccorritori alpini. L’alpinismo in tutte le sue espressioni sono rimaste per lui una ragione di vita.