Intanto spieghiamo cos’è’ la biomassa. In tempi di inquinamento atmosferico, emissioni di co2, fonti energetiche rinnovabili e continui appelli e protocolli a difesa dell’ambiente bisogna essere ben informati, per dare nel nostro piccolo un personale contributo alla risoluzione del problema.
Con il termine biomassa si intendono tutti i residui dell’industria della lavorazione del legno e della carta, quelli derivanti dall’agricoltura e dalle aziende zootecniche . Più semplicemente la biomassa è tutto ciò rimane del ciclo vitale animale e vegetale, che viene prodotto sulla Terra.

Come si trasforma la biomassa in energia

Il compulsivo sistema produttivo del pianeta genera una immensa quantità di scarti e rifiuti, tanto che il loro smaltimento è divenuto un altro dei temi caldi legati all’ambiente e dal forte impatto economico globale.
Ecco quindi che la biomassa, costituita da residui biologici contenenti energia termica, diviene produttiva attraverso la combustione, che alimenta generatori, a turbina o motore, in grado di produrre energia elettrica.
Ma come funziona una centrale a biomassa?
La biomassa può essere trasformata in energia attraverso processi termici, chimici o biochimici: quelli termici, come anticipato sopra, sono quelli più ampiamente diffusi. Questi possono essere applicati o per combustione, in presenza di ossigeno, o per pirolisi, ossia in assenza di ossigeno. L’energia sprigionata va ad alimentare una centrale termoelettrica in grado di produrre energia elettrica. La biomassa convertita attraverso processi chimici o biochimici, genera invece la gassificazione, il cui risultato sarà un combustibile chiamato bioetanolo.
Oggi in molti paesi europei, Finlandia per prima, sono in funzione diversi impianti a biomassa, vista anche la drastica riduzione a livello mondiale dei giacimenti di combustibili fossili, come petrolio e carbone. Ma l’utilizzo della biomassa, tra le fonti energetiche sostenibili, andrebbe incentivato anche perché non accresce la quantità globale di anidride carbonica presente nell’atmosfera, in quanto la combustione di questi residui libera un quantitativo di CO2 pari a quanto le piante ne assorbono nel corso della loro vita. Ma non solo. La biomassa è facilmente reperibile ed ha un grado di zolfo minimo, cosa che non incrementa il fenomeno delle piogge acide. L’ utilizzo di biomassa come energia risulta inoltre uno stimolo ad applicare il rimboschimento, evitando le colture intensive finalizzate a colture energetiche, come la colza.

Impianti a biomassa in Italia

L’ Italia e’ molto in ritardo rispetto all’Europa sull’utilizzo delle biomasse, malgrado gli ottimi risultati in gran parte del nostro paese per la raccolta differenziata, e non ci si può lasciar sfuggire questa opportunità, che rappresenta energia da fonti alternative. Molti incentivi sono stati stabiliti dal DM 6 luglio 2012, ma in Italia esiste una sorta di vuoto legislativo, che non rende chiaro cosa si intenda per biomassa, con grande danno per la salute pubblica ed investimenti in odor di malaffare. Insomma, il solito “modus operandi” italiano. Intanto però non dimenticate di fare diligentemente la vostra raccolta differenziata, portare i rifiuti pericolosi o ingombranti all’ isola ecologica, contenere lo spreco d’acqua e quando possibile andare a piedi. I cambiamenti epocali partono sempre dal basso.

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