Si è chiuso ieri CIBUS 2016, il salone internazionale dell’alimentazione che ha reso Parma, per quattro giorni, capitale mondiale del cibo di qualità. Giunta alla diciottesima edizione, CIBUS è una fiera aperta esclusivamente agli operatori del settore, in cui confluiscono produttori e compratori da tutto il mondo, ed è non solo una vetrina, ma anche un luogo in cui emergono le tendenze dell’agroalimentare. Anche questo comparto economico deve avere infatti la lungimiranza necessaria per adeguarsi con rapidità alle mode del momento ed alle rinnovate esigenze dei consumatori, sempre più attenti alla qualità e alla salubrità degli alimenti, che al CIBUS si manifestano con chiarezza.

Cibus 2016: Agroalimentare in crescita soprattutto all’estero

Al CIBUS hanno brillato le eccellenze alimentari italiane, che si caratterizzano per l’ampiezza dell’offerta e la cura nella fase produttiva e distributiva. Le certificazioni Dop e Igp, rappresentano una garanzia di qualità che identifica le punte di diamante della produzione Made in Italy e conferiscono un valore aggiunto ai 282 prodotti che, ad oggi, se ne possono fregiare. In totale l’Italia produce 1,47 milioni di tonnellate di alimenti Dop e Igp, per un valore al consumo di circa 13,2 miliardi di euro, di cui il 40% viene esportato, in particolare il vini, ma anche, ortofrutta, formaggi – con il Parmigiano Reggiano in prima fila -, salumi, aceti balsamici – di cui il 92% va all’estero -, olio d’oliva e persino le carni fresche. Tutti questi prodotti sono molto apprezzati al di fuori dei nostri confini e contribuiscono a vivacizzare la nostra economia la quale cresce in un comparto che, essendo intimamente legato al territorio, non potrà mai subire delocalizzazioni produttive. Al CIBUS 2016 , accanto alle buone notizie, sono emerse anche quelle cattive, legate al diffondersi della contraffazione, che paradossalmente è un indice del grande successo dell’alimentare italiano, ma che danneggia i produttori sottraendo loro quote di mercato, i consumatori che credono di acquistare prodotti di pregio e si ritrovano con cibi taroccati, e l’intero sistema del Made in Italy, avvelenato da prodotti falsi e di scarsa qualità. Al CIBUS si è parlato anche di questo, grazie a un dossier della Coldiretti che ha collaborato con il Nucleo Anti Sofisticazioni dei Carabinieri, da cui emerge che il falso Made in Italy ha un valore di 60 miliardi di euro e che dalla lotta alla contraffazione alimentare potrebbero nascere trecentomila nuovi posti di lavoro. I formaggi, con il Parmigiano Reggiano in pole position, i salumi e l’olio, guidano la classifica dei prodotti taroccati, che compaiono nei mercati con nomi storpiati ad arte come Parmesan, Regianito, Parma Ham, Daniele Prosciutto & Co., Cambozola, Spagheti (con una sola T), Truffle Pecorino, e segni grafici tipicamente italiani, come il tricolore, la lupa, il Colosseo.

Cibus 2016: Nuove tendenze e consolidamenti nelle abitudini alimentari

Grande importanza hanno avuto al CIBUS2016  le nuove tendenze alimentari, che vanno dalla rivalutazione dei cereali, dei legumi e dei prodotti di stagione, all’attenzione posta al modo in cui sono prodotti i cibi, dal fenomeno Bio, fino agli stili alimentari dei vegetariani e dei vegani, che sono seguiti da circa 4,2 milioni di italiani e che sono in continua crescita. Il settore agroalimentare si sta adeguando, ed al CIBUS erano presenti stand ricchi di novità sui cibi vegetariani, vegani, e senza glutine, che stanno prendendo piede sul mercato di casa nostra. Si tratta di alimenti che vengono consumati regolarmente da chi ha fatto una precisa scelta di vita legata alla salute, al rispetto degli animali e dell’ambiente, ma anche da persone che non fanno una scelta radicale, ma apprezzano il sapore, la leggerezza e la creatività di questi cibi, che ancora una volta vedono l’Italia protagonista con prodotti di qualità superiore, come il recente CIBUS ha dimostrato.

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