In Italia per anni, in ambito scientifico, si è pensato che i dinosauri non avessero mai popolato il nostro paese. La paleontologia, infatti, per l’assenza di rinvenimenti di reperti fossili di queste straordinarie creature, aveva ritenuto che durante il Mesozoico il nostro territorio fosse ancora completamente sommerso da quell’ antico Mar Tetide, che correva da est ad ovest circondando il supercontinente Pangea, che all’epoca era in via di separazione.
La totale assenza di resti di dinosauri faceva presupporre che la zona, che sarebbe poi divenuta Italia, poteva al massimo essere costellata di qualche isolotto, dove i potenti rettili non avrebbero di certo trovato un ambiente idoneo all’adattamento ed alla riproduzione. Ma non era così……

Dinosauri in Italia: i due siti di impronte fossili più conosciuti

I dinosauri dominarono la terra nel corso dell’Era Mesozoica, ovvero in un periodo compreso tra i 245 e i 65 milioni di anni fa. Erano dei rettili molto diversificati suddivisi principalmente in due categorie, i Saurischi, divisa in cinque sottocategorie e gli Ornitischi, divisi in sei sottocategorie, e si differenziavano tra dinosauri erbivori e dinosauri carnivori.
In Italia le impronte fossili di dinosauri, sia singole che in lunghe piste, sono in realtà migliaia e raccontano la storia di questi animali, delle loro comunità e di come queste si muovevano. I più importanti si trovano in Trentino e in Puglia. Vicino Rovereto, le impronte di dinosauro di Lavini di Marco sono tra le più interessanti di tutta l’ Europa perché ritenute il sito il più esteso del Giurassico inferiore.
Risalgono a 200 milioni di anni fa e sono in gran parte di dinosauri carnivori tridattili, ossia a tre dita, di sauropodi e piccoli ornitischi. Gli studi condotti sulle impronte indicano, come in una fotografia, che questi rettili si muovevano con lentezza e difficoltà su un terreno fangoso ad una velocità stimata tra 1 e 4 chilometri orari.
Le impronte fossili hanno permesso ai palentologi di stabilire anche lunghezza e peso di questi dinosauri carnivori: il più grande era lungo 4-6 metri e pesava 500-800 chilogrammi, il piu’ piccolo era lungo 2-3 m e pesava circa un quintale.
Nel 1999, a pochi km da Altamura venne rinvenuto in una vecchia cava, un giacimento fossile di 70 milioni di anni fa. Su questa estesa superficie calcarea erano impresse ben 25000 impronte di dinosauri, stimate in 200 esemplari e 5 specie diverse, perfettamente conservate e fissate in una lunga pista.
Quello di Altamura è uno dei siti palentologici più importanti al mondo per l’ eccezionale stato di conservazione delle impronte. Nella “Cava dei Dinosauri” gli studiosi hanno individuato anche un nuova specie, chiamato Apulosauripus Federicianus, un erbivoro alto 5 metri e con un peso di 2 tonnellate.

Dinosauri in Italia: basta seguire la pista

Dal 1940, anno del primo ritrovamento sul territorio italiano di un’ unica orma fossile di dinosauro, rinvenuta sul Monte Pisano e datata circa 220milioni di anni, la paleontologia e la geologia hanno dovuto faticare non poco per riscrivere la storia della nostra penisola.
L’ Italia, alla luce dei recenti studi, era infatti al tempo dei dinosauri in gran parte emersa, ospitava la vita ed aveva un clima tropicale. Ed è per questo che negli ultimi anni i ritrovamenti di giacimenti di impronte fossili di dinosauro si sono moltiplicati e svelati agli occhi di studiosi e appassionati.
Ad oggi, in Italia, sono registrati molti siti Triassici, Giurassici e del Cretaceo ed il numero dei ritrovamenti aumenta costantemente, soprattutto in Puglia, a quel tempo probabilmente collegata dalla terraferma all’area dei Balcani. Nel Parco di Lama Balice, vicino Bari, in una cava abbandonata, pochi anni fa sono state scoperte 10.000 orme risalenti a 100 mila anni fa, che sembravano piccole cavità carsiche piuttosto che impronte.
Fu il numero che creò il dubbio. Fate quindi attenzione alle imperfezioni del terreno se avete in programma un’ escursione in qualche zona rocciosa…quello che può sembrare una buca potrebbe rivelarsi una pista, vecchia di milioni di anni. Un libro di pietra che racconta la storia affascinante della specie dominante più longeva del nostro pianeta.

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