Che l’Emilia Romagna sia una regione benedetta dal cielo lo si percepisce a colpo d’occhio.
Con un territorio che dalla pianura si spinge al mare, abbracciato dalla dorsale appenninica, il paesaggio si tinge di mille colori e ambientazioni diverse.
Lo sguardo infatti corre dalle uggiose distese padane di campi coltivati alla costa, con le famose località della Riviera Romagnola, che nella zona del Parco del Delta del Po’ sorprendono per connotazioni di rara bellezza, in un ambiente paesaggistico che racconta di storie e tradizioni delle genti che da sempre hanno abitato l’area. L’Appennino e le colline del suo intorno, inserite nel Parco Nazionale Tosco-Emiliano si svelano invece al visitatore nella loro monumentale integrità. Zone a volte impervie con paesaggi unici: contrafforti ondulati, calanchi, foreste e distese di boschi dove la natura si mostra generosa e straordinaria.

L’antica strada che attraversa l’Emilia Romagna

La via Emilia è l’asse viario che attraversa l’ Emilia Romagna e questa è l’unica regione al mondo a prendere il nome da una strada.Un itinerario millenario tra città d’arte, siti archeologici, Parchi Naturali e percorsi della tradizione gastronomica emiliana.
Costruita da Emilio Lepido nel 187 a.C., per collegare Rimini con Piacenza, i Romani lungo questo tracciato fondarono, ed a volte conquistarono, le città più importanti dell’Emilia Romagna: Bologna (Bononia), Cesena (Caesena), Forlimpopoli (Forum Popili), Rimini (Ariminum), Forlì (Forum Livii), Faenza (Faventia), Imola (Forum Cornelii), Modena (Mutina), Reggio Emilia (Regium Lepidi), Parma, Fidenza (Fidentia) e Piacenza (Placentia).
Della via Emilia oggi restano solo alcune porzioni integre, ma nelle città della pianura basta scavare pochi metri per portare alla luce le tracce maestose dell’antica colonizzazione romana.
Salendo dal mare verso nord, l’ Emilia Romagna mostra tutti i suoi capolavori storici e gioielli architettonici. Rimini, prima colonia romana della regione ed antico borgo marinaro, oggi nota località balneare, conserva il fascino della stratificazione storica attraverso opere come il suggestivo Ponte di Tiberio, l’anfiteatro, le mura e le porte romane e Castel Sismondo, la quattrocentesca Rocca Malatestiana. Poco distante Cesenatico con il Porto Canale disegnato da Leonardo e poi Bologna, capoluogo di regione, tra le più importanti città d’arte dell’ Emilia Romagna. Famosa per i suoi musei, le torri, portici e piazze, ha mantenuto l’impianto della città medievale con scorci e suggestioni uniche. Raccolta intorno a P.zza Maggiore è una città in continuo movimento, dove i profumi della enogastronomia dell’Emilia Romagna pervadono l’aria, in un clima di festosa accoglienza.
Qualche chilometro a nord, lì dove la pianura padana si protrae verso il Po’, il grande fiume, si incontra Parma: il Battistero, la Cattedrale, il Palazzo della Pilotta, i locali storici e il Teatro Regio.
Quasi invisibile nelle giornate di nebbia, merita una deviazione di pochi minuti la Reggia di Colorno, nell’omonimo paese. Edificata dai Farnese, oltre al Palazzo conserva un meraviglioso giardino alla francese.

L’ Emilia Romagna e i suoi tesori ambientali: un percorso tra i monti

Lungo la direttrice tra Bologna e Arezzo, attraversando il meraviglioso Appenino dell’Emilia Romagna, nel 187 a.C., il console Caio Flaminio, su un precedente asse commerciale etrusco, costruì la via Flaminia Minor. Nata come strada militare, di questa, ma non del suo tracciato, si perse memoria. I toponimi del luogo e il ricordo atavico degli anziani raccontavano infatti di una via dove un tempo passavano i Romani.
E fu seguendo questi indizi, che nel 1979 venne rinvenuta.
Oggi la strada consolare rientra nell’itinerario naturalistico chiamato “Via degli Dei, uno dei più belli e suggestivi dell’ Emilia Romagna, un percorso millenario che collega Bologna a Firenze.
Lungo il tragitto, in località Badolo, si apre un museo geologico all’aperto, il Parco Naturale del Contrafforte Pliocenico, caratterizzato dalla presenza di fossili e conchiglie che testimoniano il fatto che in questi luoghi, durante il Pliocene (5-2 milioni di anni fa), ci fosse il mare.
Nella zona diversi sono anche i reperti di epoca villanoviana ed etrusca, mentre di epoca romana è il tracciato dell’acquedotto di età imperiale che condusse a Bologna le acque del Setta, attraverso lo scavo di uno angusto cunicolo lungo circa 20 km.

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