I geoparchi italiani sono una meravigliosa ed autorevole prova del patrimonio geologico del nostro Paese e sono la viva testimonianza degli eventi, che hanno dato luogo ai mutamenti ed alle trasformazioni della Terra in oltre 4,5 miliardi di anni. Per la loro straordinaria bellezza, per il grande valore naturalistico, per le attività sostenute nel rispetto dell’ambiente e la promozione dell’ecoturismo, per la tutela e valorizzazione del territorio, i dieci geoparchi italiani sono stati recentemente nominati, nel Novembre 2015, Patrimonio Unesco. Ma cosa è un geoparco? E quali sono quelli italiani?

Geoparchi Italiani: cosa sono e dove sono

I geoparchi italiani sono aree naturali di particolare interesse geo –minerario individuati per rarità e valore scientifico, che sono strettamente connessi al patrimonio storico-culturale della regione nella quale sono collocati. Sono legati alla Rete Europea dei Geoparchi (EGN), che si è costituita nel 2000 e che ha come obiettivi la conservazione della geodiversità, la conoscenza della geologia e la divulgazione del suo patrimonio a livello globale e la promozione di uno sviluppo sostenibile in queste aree.
Questa Rete ha riunito 49 territori appartenenti a 21 diversi Paesi Europei.
I geoparchi italiani quindi, come quelli europei, sono spazi a speciale tutela, la quale viene applicata attraverso una strategia di protezione e di conservazione delle zone, che non escludono però la presenza dell’uomo tanto che sono ben 407 i comuni italiani che ricadono nei geoparchi e più di un milione e mezzo i cittadini che vi abitano.
L’Italia con i suoi dieci geoparchi è al primo posto in Europa e al secondo posto nel mondo, dopo la Cina. Un patrimonio inestimabile, veri e propri musei all’aria aperta, libri di storia dove rocce, minerali, siti fossili, forme geologiche, testimonianze artistico- archeologiche e paesaggi unici e suggestivi, rappresentano la struttura portante della nostra natura e della nostra cultura.
Sono distribuiti da nord e sud dello Stivale ed ognuno di loro costituisce un ambiente unico, con caratteristiche definite:
– Parco naturale Adamello-Brenta
– Parco Naturale Rocca di Cerere
– Parco Naturale Regionale delle Madonie
– Parco Naturale Regionale del Beigua
– Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna
– Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano
– Parco delle colline metallifere Grossetane
– Alpi Apuane
– Sesia-Val Grande

Il Parco Naturale Adamello-Brenta: il geoparco testimone del tempo

Situato in Trentino Alto Adige, le rocce che qui affiorano testimoniano una storia lunga oltre 300 milioni di anni. E’ caratterizzato da immensi anfiteatri glaciali, ghiacciai e alte montagne costituite di rocce di calcare, dolomia, granodiorite, tonalite e porfidi. E’ un ambiente articolato e diversificato, ricco di acque e fenomeni carsici, con cascate, canyon, impetuosi torrenti e paesaggi in alta quota di spettacolare unicità. Lo si può dividere in due parti: il Massiccio dell’Adamello-Presanella e il Gruppo delle Dolomiti di Brenta.
Il primo è costituito da tonalite compatta, una roccia impermeabile di origine magmatica datata all’incirca 50 milioni di anni,  che ha regalato a questa catena montuosa creste affilate. La seconda il Gruppo delle Dolomiti del Brenta è costituito di rocce sedimentarie, calcaree e dolomitiche. La dolomia per l’appunto, che prende nome Dieudonnè de Dolomieu, geologo francese che per primo, nel 1791, raccolse tra Trento e Bolzano alcuni campioni di qualcosa che sembrava essere simile a calcare.
Una strada di roccia lunga 42 km e larga 12, costituita di guglie, altopiani rocciosi, bastioni e torrioni, modellati dall’erosione atmosferica e dalla quale affiorano numerosi fossili, scheletri e gusci di organismi marini. Ai piedi del Massiccio del Brenta infatti circa 200 milioni di anni fa, vi era un mare caldo e tropicale, ricco di barriere coralline il cui aspetto oggi è quello di un ambiente unico, totalizzante e straordinario, ricco di varietà di specie animali e vegetali, dove l’uomo si è insediato fin dall’età età preistorica, ed attraversando i secoli, tra castelli, chiese e monasteri, è giunto a scavare gallerie e trincee, lì in alto dove volano solo le aquile e l’occhio spazia lontano.

 

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