I Cappelli di Montappone si possono considerare, a ragion veduta, una delle più semplici,  antiche e fruttuose tradizioni dell’artigianato marchigiano. La produzione di questi oggetti di uso quotidiano e’ da sempre legata alla vocazione di questa terra alla coltivazione del grano di cui, a mietitura avvenuta, si riutilizzavano gli scarti di paglia per la realizzazione di copricapo essenziali atti a proteggere dal sole durante i duri lavori nei campi, ma pur sempre di ottima e resistente fattura.
Nacque così la tradizione, oggi conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo dei Cappelli di Montappone, un piccolo paese adagiato sulle colline in provincia di Fermo, vanto dell’imprenditorialità delle Marche.

I cappelli di Montappone: quando artigianalita’ diviene imprenditoria

La storia di questa antica manualità italiana, riconosciuta come eccellenza del nostro paese e’ esposta passo passo nel “Museo del Cappello” a Montappone, (www.museodelcappellomontappone.it) situato nella vecchia sede municipale del paese.
Qui sono raccolte, con un curato e particolareggiato allestimento, le fasi della lavorazione del cappello che vanno dalla raccolta della paglia alla selezione, dall’intrecciatura alla cucitura, fino alla pressa che ne imprime la forma.
Il percorso, organizzato attraverso l’ esposizione di macchinari d’epoca, ancor oggi funzionanti, fotografie, pannelli e proiezioni, e’ una perfetta ed esaustiva testimonianza di come un’ abile manualità contadina, animata dalla necessità di non scartare nulla, si sia trasformata sul finire dell’ Ottocento in un attività organizzata,  tanto da fare di Montappone il primo centro industrializzato italiano per la produzione del cappello di paglia.
Ma fu alla fine del 1960 che arrivò l’ ufficializzazione della zona a “Distretto Nazionale del Cappello” che oggi produce circa 80% del fabbisogno nazionale, con 90 aziende che si occupano della produzione dei famosi copricapo e 40 legate all’ indotto. L’ esportazione dei Cappelli di Montappone, realmente assai apprezzati all’estero, avviene soprattutto verso Francia, Giappone, Stati Uniti e Russia.
Recentemente però, questa raffinata produzione artigianale italiana ha dovuto inevitabilmente confrontarsi con l’ aggressivo mercato cinese, a cui le aziende marchigiane hanno saputo rispondere attuando strategie finalizzate a migliorare ulteriormente la qualità del prodotto finito. Anche se oggi non si utilizza più la paglia ricavata dal grano delle verdi colline marchigiane, prediligendo quella di importazione, il know how di queste piccole e medie imprese rimane insuperabile perché acquisito nel corso degli anni e legato al modello tipicamente italiano di Family Business che ci invidiano in tutto il mondo.

I Cappelli di Montappone: qualche curiosità

I cappellai del Distretto di Montappone sono riconosciuti tra i migliori al mondo ed è per questo che molti paesi esteri hanno richiesto la formazione di questi abili artigiani per le loro maestranze come accaduto per esempio in Equador. Oggi il settore difende la propria produzione attraverso la diffusione e la conoscenza della storia dei cappelli di Montappone.
Tra i tanti pezzi unici e fantasiosi esposi nel Museo del Cappello del paese marchigiano, tra cui quello indossato sempre da Federico Fellini, una menzione a parte merita il progetto “Marche: tanto di cappello” ideato dal Direttore Artistico del Museo Giuliano De Minicis e le migliori aziende marchigiane dei più disparati settori, che hanno realizzato ed re-interpretato i cappelli con creatività artistica e tecnica, utilizzando materiali come pelle, ceramica, legno e pietra. Un vero omaggio dei grandi imprenditori marchigiani alla loro operosa capacità artigianale famosa in tutto il mondo.

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