I coltelli italiani sono famosi in tutto il mondo e molto probabilmente senza l’invenzione di questo utensile il corso dell’evoluzione umana sarebbe stato diverso. Attrezzo indispensabile per difendersi, cacciare, tagliare ed incidere i primi coltelli furono di ossidiana e selce per poi passare alle lame in rame, bronzo, ferro e per ultimo acciaio.
La tradizione della coltelleria italiana ha origini economiche, sociali e culturali molto complesse, a cui hanno contribuito senza dubbio il concetto di difesa dell’onore e del valore, negli ambienti più popolari.
Il coltello oltre che un prezioso strumento è stato infatti la spada dei poveri, protagonista in Italia di molti fatti di sangue tra il 1600 ed i primi del ’900.
Utilizzo dei coltelli era talmente diffuso che nell’ 800 nacque l’arte del maneggio dei coltelli italiani, un’abilità elegante e ricercata diffusa soprattutto in Corsica, Lazio, Campagna, Puglia, Calabria e Sicilia.
Si utilizzavano ferri particolari ed al tempo steso di semplice fattura come il coltello alla genovese, il catalano, lo zompafuosso, la sfarziglia, il rasolino, il salitano e la molletta.
I coltelli infatti si differenziano tra quelli a lama fissa, serramanico o da tasca ed hanno varie denominazioni a seconda del tipo di manico e di lama.
I coltelli a lama fissa sono quelli in cui la lama è fissata in modo permanente all’impugnatura. Sono i coltelli da cucina, i coltelli da tavola, i coltelli da sopravvivenza, i coltelli da caccia e da pesca, e andrebbero sempre riposti in un fodero per preservare il filo ed evitare tagli accidentali.
I coltelli a lama pieghevole sono quelli in cui la lama è mobile ed legata con una cerniera all’impugnatura entro cui può essere serrata. Sono muniti di un bloccaggio di sicurezza per evitare che essa si pieghi durante l’uso e tranci le dita dell’utilizzatore.
I coltelli da tasca invece sono di modeste dimensioni, vengono chiamati temperini
e sono muniti di lame di diversa lunghezza o di vari accessori come lima, punteruolo, seghetto o cacciavite.

I coltelli italiani: una tradizione che sopravvive

Frosolone, in Molise, inserito nella lista dei Borghi piu belli d’Italia, è uno dei centri più famosi per la produzione dei coltelli italiani.
L’origine di questa attitudine artigiana è da attribuire al popolo sannita, abile nel forgiare armi affilate ed ai Longobardi, ma fonti storiche attestano che in epoca borbonica il paese era noto come centro specializzato per la realizzazione di ferri taglienti.
Fu però agli inizi del ‘900 che Frosolone si specializzò nella realizzazione dei coltelli, tanto da esportare queste competenze anche negli Stati Uniti.
I coltelli di Frosolone sono oggi dei veri oggetti d’arte, amati dai collezionisti ed appassionati e conservati in molti musei.
Il più famoso è il coltello aquilano, un serramanico di grandi dimensioni, a molla fissa, con manico ricavato dalla punta di un corno di bue e rifinito in ottone.
Dal 1996, durante il mese di agosto, a Frosolone nei vicoli del centro storico si svolge la Mostra Mercato dei Coltelli e delle Forbici, dove fino al 1960, trovavano sede le piccole botteghe che costruivano coltelli e forbici, soppiantate poi in tempi più recenti da piccole fabbriche.
Per preservare e promuovere la tradizione artigiana della coltelleria e degli oggetti da taglio presente anche in altre regioni italiane, il Comune di Frosolone si è fatto promotore di un protocollo d’intesa chiamato “Gemellaggio delle Lame” firmato con gli altri centri italiani custodi di questo patrimonio culturale. Maniago, Pattada, Premana e Scarperia sono i paesi dove ancora si continuano a produrre i ferri taglienti.

I coltelli italiani: Paddata e Scarperia

Paddata in Sardegna è famosa per la realizzazione del coltello a serramanico sardo, il resolza o sa resolza, con la tipica lama a forma di foglia di mirto ed il manico di corno di muflone, sempre meno reperibile e sostituito oggi con quello di montone, bue o capra.
Questa tradizione secolare è legata alla presenza in zona di un esteso giacimento di ferro e i pastori lo utilizzavano per uccidere e macellare le bestie. Il dono di un coltello suggellava anche un patto d’amicizia e fiducia fraterna, in quanto veniva offerto dalla parte della lama.
I maestri coltellinai di Scarperia, nel Mugello, erano famosi già nel 1400. Dalla lavorazione di armature e armi bianche di un tempo, si è passati alla realizzazione di coltelli artigianali tipici delle regioni italiane, come la bellissima zuava ed il palmerino, divenuto quasi un simbolo delle creazioni di Scarperia. La Zuava, è un antico coltello il cui nome richiama quello di un antico corpo militare francese gli  “Zuavi”, dotati di una lama molto simile a questa.
Esclusivamente fatto a mano dalla fine del 1800, è un coltello da tasca , uno strumento di lavoro e non arma da difesa e per chi volesse saperne di più sulla lunga tradizione dei coltelli artigianali italiani  può sempre visitare il Museo dei Ferri Taglienti di questo meraviglioso borgo toscano.

Fonti:http://www.artimondo.it/vendor_store/nonsolocoltelli-di-spiga-efisio

 

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