Cosa sono i fenomeni carsici? Doline, grotte, inghiottitoi, orridi, caverne, forre, torrenti sotterranei: no, non stiamo descrivendo l’Inferno di Dante, ma alcune delle curiosità geologiche che caratterizzano il carsismo, un complesso di fenomeni di alterazione chimica che si verificano in rocce disciolte dalle acque in tempi di decine o centinaia di milioni di anni. L’acqua piovana, ricca di anidride carbonica disciolta, attraverso le fessure del suolo calcareo erode la roccia e allarga le fessure fino a formare inghiottitoi, lungo i quali i corsi d’acqua superficiali scompaiono nel sottosuolo, ove scavano grotte e caverne, unite da condotti, sifoni e laghi sotterranei. Col progredire dell’erosione l’acqua che circola nel sottosuolo scende a livelli sempre più bassi fino a raggiungere uno strato impermeabile. Nel frattempo, le caverne scavate dall’acqua possono crollare, modificando la morfologia del terreno e il regime delle acque che, costrette a trovare nuove vie, iniziano l’opera di erosione in aree della roccia che prima erano intatte.

I fenomeni carsici in Italia

Il termine prende nome dal Carso che, dal punto di vista geografico, è un vasto altopiano che si estende fra l’Italia nord-orientale e la Slovenia, fra la sinistra del fiume Isonzo e il golfo di Trieste e verso est fino a Postumia.
Il Carso occidentale si trova in Friuli, mentre il Carso centro-settentrionale e quello orientale si trovano in Slovenia. Zone soggette a fenomeni carsici si trovano in molte regioni italiane – Prealpi venete e lombarde, varie parti dell’Appennino, Puglia – ma l’area più rappresentativa e conosciuta si trova in Friuli. Lo studio dei fenomeni carsici ha infatti avuto la sua culla proprio lì, dove a partire dalla prima metà dell’Ottocento si sono dapprima esplorate e studiate le grotte, in relazione ai problemi di approvvigionamento idrico di Trieste, e quindi le morfologie carsiche, per un progetto di attraversamento di questa zona da parte della linea ferroviaria dell’Orient Express.
Molte delle aree carsiche Italiane,dettagliatamente studiate dalla geologia, si presentano come altopiani. Ciò si spiega sia con i caratteri delle superfici su cui nasce il fenomeno sia con l’azione delle acque che penetrano in profondità e limitano così l’erosione superficiale, quella che porta alla creazione di un reticolo di fiumi che solcano i versanti del territorio. Nell’ambito degli altopiani carsici è possibile riconoscere una grande varietà di situazioni geomorfologiche, che sono legate ai caratteri delle rocce su cui il fenomeno carsico si sviluppa, alle situazioni tettoniche ed alle diverse storie evolutive.
In Veneto, nell’area di Montello, vi è un “giovane” ed un esteso altopiano con una serie di terrazzi bucherellati da 2000 doline che lo rendono simile a certe aree del Carso di Trieste. Anche l’altopiano delle Murge, in Puglia, è il risultato di fenomeni carsici ed è caratterizzato da una curiosa combinazione di forme di tipo diverso che si può spiegare con la complessa storia evolutiva di questo altopiano, che è stato interessato da più fasi di carsificazione a partire dal lontano dal Cretaceo. Ogni altopiano ha, pertanto, una sua storia peculiare i cui dettagli sono registrati sia nelle forme del rilievo e delle cavità sotterranee, sia nei depositi che riempiono le depressioni e le grotte, fra cui le «terre rosse», i suoli dal colore rossastro dovuto all’abbondanza di ossidi di ferro che si accumulano in seguito alla dissoluzione della roccia.

Il turismo nei territori dei fenomeni carsici

I territori soggetti a questi fenomeni, in particolare quelli del Friuli, danno vita a forme geologiche di grande interesse e ospitano notevoli esempi di flora e fauna, ma anche tipici borghi e numerose fortificazioni della Grande Guerra (in provincia di Gorizia), che sono le testimonianze del passato ricco di avvenimenti, anche tragici, di questa affascinante linea di confine.
Possono essere ammirati da chi va per sentieri a piedi o in mountain bike, ma attenzione alle grotte, affascinanti, ma che richiedono attrezzatura da speleologi ed esperienza di esplorazione sotterranea. Per chi ne fosse privo c’è, a Trieste, l’incantevole Grotta Gigante, la grotta turistica con la sala più grande al mondo,  costituita da un’enorme cavità dal volume di 365.000 metri cubi, che può essere ammirata tutto l’anno con visite guidate. Se non sono fenomeni carsici questi…

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