Per trovare esempi del nostro talento non è necessario risalire all’Impero Romano o al Rinascimento, bensì ricordare alcuni inventori italiani che con le loro invenzioni hanno cambiato il mondo. Il vero rammarico è nel non aver spesso riconosciuto la portata delle invenzioni dei nostri connazionali, i quali sovente hanno trovato maggior credito all’estero. Altre volte invece siamo abbiamo inventato un oggetto che poi è stato portato ai vertici di perfezione da altri.
Un esempio? Le mutande, inventate nientemeno che da Caterina de’ Medici, che oggi si sono evolute in un modello, sviluppato dall’esercito britannico,il quale – non inorridite – può essere indossato ininterrottamente per un mese senza provocare infezioni. Ma abbandoniamo il faceto e vediamo dieci inventori italiani che hanno cambiato il mondo.

Gi inventori italiani: la comunicazione è figlia nostra

Comunicare.Oggigiorno siamo abituati a essere always on. Diamo per scontata la capacità di essere sempre in comunicazione con tutto e con tutti, attraverso satelliti, telefono, televisione, e-mail, SMS, chate l’onnipresente Internet. Tutte cose fantastiche, che ci avvicinano sempre più al mondo di Star Trek, ma che non sarebbero state possibili senza gli iventori italiani Meucci, Marconi e Viterbi.
Antonio Meucci, fu un inventore poliedrico, patriota carbonaro, tecnico al Teatro fiorentino della Pergola dove sviluppò il primo prototipo del telefono. Più veloce a depositare il brevetto fu però l’americano Alexander Bell, a cui andarono onore e denaro.
A Meucci rimane il tributo del Congresso degli Stati Uniti d’America che, con una risoluzione del 2002 lo ha riconosciuto come l’autentico inventore del telefono. Guglielmo Marconi, geniale “dilettante” senza una istruzione accademica formale, ha inventato nientemeno che le comunicazioni senza fili. Tv, radio, telefonia mobile e mille altre cose non esisterebbero senza la sua invenzione.
Andrea Viterbi ha invece inventato l’algoritmo che porta il suo nome,e che è alla base dei principali standard internazionali di telefonia mobile e di comunicazione satellitare:ogni volta che alziamo il cellulare usiamo, senza saperlo, questo algoritmo senza il quale faremmo certamente molte meno chiacchiere!

Creare. Siamo circondati da computer, ed il loro cuore, il microprocessore è stato inventato da un italiano, Federico Faggin, che nel 1971 creò l’Intel 4004. Faggin ha poi inventato un altro processore di importanza capitale, lo Z80 utilizzato dal 1976 in migliaia di apparecchi elettronici, e infine, con la sua azienda Synaptic, ha messo a punto i primi schermi e dispositivi sensibili al tocco.
Pochi anni prima Pier Giorgio Perotto, aveva creato, in seno alla Olivetti, il primo personal computer del mondo, il Programma 101, grande come una macchina da scrivere, ma completamente programmabile e dotato di tastiera, stampante, memoria dati ed istruzioni, unità di calcolo e lettore/registratore di schede magnetiche. I 45000 esemplari prodotti furono venduti quasi integralmente negli Stati Uniti.

Gli inventori italiani: con il motore a scoppio verso le stelle

Viaggiare. Chissà se Eugenio Barsanti e Felice Matteucci, quando inventarono nel 1853 il motore a scoppio, immaginavano che sarebbe stato montato sui veicoli di tutto il mondo? Purtroppo la morte prematura di Barsanti ne impedì la industrializzazione e per problematiche brevettuali l’invenzione fu attribuita a Nikolaus August Otto che si limitò a copiare il progetto degli italiani.
Tutto italiano è invece il progetto della Vespa, dovuto a Corradino D’Ascanio che la inventò nel 1946. Da allora la Vespa ha cambiato il modo di muoversi di milioni di persone in tutto il mondo.

Capire l’universo. Gregorio Ricci Curbastro e Tullio Levi Civita: alzi la mano su chi ha chiare idee sulle invenzioni di questi due signori! Eppure elaborarono il calcolo differenziale assoluto,la cui importanza non fu compresa dai matematici italiani dell’epoca. La rivincita di Ricci Curbastro fu però immensa quando Albert Einstein dichiarò che senza il suo calcolo differenziale assoluto, la Relatività non sarebbe mai nata.

Fonti: http://www.huffingtonpost.it/action-institute/gli-italiani-popolo-di-inventori-ma-devono-essere-supportati_b_9401508.html

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