Per chi pensa che il Base Jumping sia uno sport praticato solo in paesi lontani e di cui ogni tanto possiamo ammirare i video su Youtube è bene sapere che non è cosi. Esiste un luogo in Italia dove il Base Jumping è molto esercitato e l’adrenalina e lo spettacolo mozzafiato sono garantiti. Il tutto in un’atmosfera di segretezza dalle maglie a volte un po’ sfilate. Ma in cosa consiste esattamente questa attività?

Base Jumping: che cos’è?

Va specificato subito che è uno sport alternativo, estremo e molto rischioso, motivo per il quale è stato vietato in diversi Stati a causa delle numerose morti che ha causato. La parola B.A.S.E. Jump deriva dall’acronimo inglese che sta ad indicare le quattro categorie principali di oggetti dalle quali i base jumpers saltano: Building (palazzi), Antenna, Span (ponti), Earth (scogliere,pareti,montagne).
Malgrado sia comunemente definito sport, è privo di un regolamento ed è illegale, perché non esistono spazi adibiti a questa pratica “estrema”, tanto che molto spesso chi pratica questa disciplina viene denunciato per violazione di proprietà privata o pubblica.
La comunità dei base jumpers è molto chiusa, riservatissima e quasi segreta e si avvalgono di molte regole non scritte che sono alla base della comunicazione e collaborazione di questa nutrita schiera di impavidi lanciatori. Quello che a loro interessa tantissimo è che non vengano diffusi gli oggetti e le exit, ossia i posti e i luoghi da dove saltano e la riduzione massima di responsabilità in caso di lancio sfortunato con un neo base jumper.

Base Jumping: come e dove lanciarsi in Italia

I requisiti richiesti per il Base Jumping sono un minimo di 250/300 lanci di paracadutismo sportivo, ottima forma fisica e psichica, attrezzatura specifica e naturalmente un’ottima capacità di valutazione del rischio. Non esistono dei veri e propri corsi di base riconosciuti, almeno a livello legale, tranne che negli Stati Uniti, dove sono promossi dalle società produttrici di materiali per Base Jumping, mentre altri vengono tenuti, soprattutto in Norvegia, da espertissimi Base Jumpers, dove i primi salti vengono effettuati da pareti verticali di oltre 900 mt. L’attrezzatura ed un appropriato utilizzo di questa, è determinante e l’alta pericolosità di tale attività e i suoi numerosi fatali incidenti, hanno stimolato la ricerca della sicurezza, grazie all’uso di particolari tute alari che rendono la caduta libera meno veloce, caduta durante la quale si possono raggiungere i 200 km/h, dopo appena dieci secondi dal lancio. Il Base Jumping prevede l’utilizzo di un solo paracadute, senza quello di emergenza. Riuscire a controllare la vela alla perfezione ed assumere una corretta postura è una condizione fondamentale per la propria incolumità.
In Italia esattamente in Trentino ci sono due pareti mozzafiato: il Monte Brento, con il suo “Becco d’Aquila” e una magnifica parete a strapiombo. Qui vengono a lanciarsi da ogni parte del mondo e in questi anni sono già una dozzina i jumpers deceduti. Motivo della sua fama, un salto verticale di oltre mille metri e la parete di Pietra Murata, in provincia di Trento, dove il sabato e la domenica sono le giornate di maggiore attività.

Pin It