Il calcio è più di uno sport, è il gioco più amato del mondo. Quale sia il segreto di cotanto successo planetario si potrebbe spiegare traducendo il gioco del pallone come l’arma di distrazione di massa più potente mai creata, ma resta comunque il fatto che oggi potremmo definirlo un linguaggio universale, che accomuna popoli e culture diverse, in grado di emozionare e far sognare, regalando un sentimento di appartenenza di cui nessuno riesce a fare a meno. Ed è così, attraverso la devozione per i colori di una delle tante squadre di calcio che nasce la passione tra i bambini, che si tramuta facilmente in quella per lo sport.

Il calcio: dove e a che età iniziare a praticarlo

Intanto è doveroso fare un distinguo. I bambini possono iniziare a praticare il calcio o nelle Scuole di Calcio Specializzate, o nelle Scuole di Calcio riconosciute o nei Centri Calcistici. In Italia sono più di 6.800 le Scuole di Calcio che svolgono attività con il Settore Giovanile e Scolastico della F.I.G.C.
Di queste, attualmente, 171 sono ufficialmente riconosciute come Scuole di Calcio Specializzate, 2.637 come Scuole di Calcio Riconosciute, mentre le rimanenti sono identificate come Centri Calcistici di Base.
La differenza tra queste risiede nella qualità tecnica, didattica ed organizzativa del centro, ma soprattutto nella tutela dei diritti del bambino. Detto questo e concordi tutti che l’attività fisica sia essenziale, anche e soprattutto nei più piccini, sempre più sedentari ed esposti a patologie come per l’obesità infantile, qual’ è l’età giusta per iniziare a praticare il calcio?
Usualmente le scuole non accettano iscrizioni di bambini con età inferiore ai 6 anni, ma ultimamente si intravedono sui campi da calcio anche giovanissimi iscritti di 4 o 5 anni.
I centri sportivi li dividono in tre categorie: i “Piccoli Amici” (6-8 anni),i “Pulcini” (8-10 anni) ed “Esordienti” (10-12 anni) . Al momento dell’iscrizione viene richiesto un certificato di sana e robusta costituzione fisica ed un elettrocardiogramma.
L’attività della categoria ” Piccoli Amici” dovrebbe essere prevalentemente ludico-motoria. Il calcio in se stesso viene infatti proposto in forma di gioco. Le partite vengono giocate in spazi ridotti e con porte più piccole usando palloni più leggeri. Per non affaticare i bambini la durata delle partite di calcio e’ stabilità in due tempi da 15′ o tre tempi da 10′.

Il calcio: come aiuta lo sviluppo psicofisico del bambino

Spesso i bambini fanno sogni di cuoio e immaginano nel loro futuro di diventare una stella tra i giocatori di serie A. Ma il calcio contribuisce soprattutto al miglioramento delle funzioni cardiache, crea coordinazione motoria e irrobustisce i distretti muscolari. L’aspetto più interessante riguarda però la psiche. Il confronto ed il gioco di squadra durante le entusiasmanti partite di calcio sviluppano l’autostima, il senso di appartenenza, la capacità a lavorare in sinergia, riconoscendo anche l’altrui merito e valore.
Il bambino acquisisce inoltre il senso dell’impegno per il raggiungimento di un obiettivo, fatto di concentrazione e sforzo fisico. Resta però da fare una puntualizzazione.
Il calcio è un gioco ed i bambini sono bambini. Non sovraccarichiamoli di responsabilità ed oneri. Lasciamoli liberi di esprimere loro stessi, senza ipotecare il loro futuro. Anche se un domani non diventeranno meritevoli del Pallone d’Oro l’ importante è che la partita della loro infanzia l’ abbiano giocata con tanta spensieratezza.

Pin It