Il carnevale è una festa diffusa nei paesi a tradizione cristiana, ma ha origini complesse. Il mascherarsi infatti per l’ uomo ha sempre avuto un significato simbolico molto forte che ha attraversato i tempi e la storia restando quasi immutato.

L’ origine del termine e il vero significato

Malgrado l’ origine latina del termine “carnem levare” (togliere la carne), che indicava in passato il pasto che si teneva l’ ultimo giorno di carnevale prima del periodo di penitenza e digiuno della Quaresima, questa festa nasce molti secoli prima. Già in Grecia e a Roma si celebravano le dionisiache dette “antesterie” o i saturnali romani. Durante queste celebrazioni la popolazione infatti, spesso mascherata con pelli di capro, si abbandonava ad ogni sorta di trasgressione delle regole costituite, ad un ribaltamento dell’ ordine sociale e che sfociava frequentemente nella dissolutezza e nella perdita di controllo. Dal caos di quei giorni di trasgressione, che avevano quindi una funzione liberatoria e purificatrice, si rigenerava, terminato il tempo della cancellazione di ogni divieto, l’ ordine morale e civile delle antiche società. Con l’ avvento del Cristianesimo, questa festa pagana venne rimodellata e smorzata nel suo valore simbolico dalla Chiesa, (senza mai riuscire a cancellarla) che condannò spesso la licenziosità dei rituali, sostituendoli con con un periodo di riflessione e riconciliazione con Dio, detto tempo di Settuagesima, che ricordava anche, per la Chiesa dei primi secoli, la strage degli Innocenti.

Il Carnevale Ambrosiano e quattro giorni in più di festa.

A Milano, dove si osserva il rito ambrosiano, il carnevale termina il sabato successivo al martedì grasso. Stando alla tradizione il vescovo Sant’ Ambrogio, lungo la strada di ritorno da un pellegrinaggio, sembra avesse annunciato il proprio rientro a Milano per carnevale, così da celebrare i primi riti delle Ceneri e della Quaresima in città. Ritardando, la popolazione lo aspettò prolungando il carnevale sino al suo arrivo e posticipando i rito cattolico della penitenza e digiuno.

I più famosi carnevale d’ Italia

L’ Italia ha carnevali antichi. Il più famoso e’ certamente quello di Venezia, con prime documentazioni risalenti al 1094. Sembra che la Serenissima, pari all’ antica Roma con il panem et circenses, istituisse per la popolazione soprattutto delle classi più povere, un periodo dedicato al divertimento ed alla festa, dove la maschera nascondeva ogni divisione di ceto, permetteva lo scherzo e allentava quelle che oggi chiameremmo tensioni sociali. Il carnevale storico di Ivrea, uno tra i più antichi e particolari al mondo è famoso per il suo momento culminante della “Battaglia delle Arance” e rappresenta, sotto forma di allegoria, la rivolta del popolo contro il despota della città, Ranieri di Briandate, ucciso da una mugnaia mentre tentava di esercitare lo ius primae noctis. Più recente, del 1873, ma sicuramente famosissimo, il carnevale di Viareggio. I carri allegorici che sfilano per la città, vengono realizzati nel corso di un intero anno e sono carichi di ironia e satira. Il carnevale di Frosinone rappresenta invece la continuità con le antiche feste pagane ed è caratterizzato dalla Festa della Radeca, la foglia d’ agave simbolo della fecondità con origini precristiane, legate ai riti della fertilità agraria. A Putignano, in Puglia si festeggia quest’ anno la 621a edizione del carnevale, una tradizione antichissima, che vede sfilare carri in cartapesta su cui troneggia la maschera tipica della città, detta Farinella, un giullare scherzoso, che prende il nome da un piatto tipico della zona. Ma numerosi in tutto il nostro paese sono le città che lo festeggiano. Cercando su una guida della vostra regione non avrete che l’imbarazzo della scelta. Resta solo decidere che maschera indossare.

Pin It