Il cashmere è il re dei filati. Questa pregiatissima fibra tessile, lavorata dal pelo della capra hircus, tipica dell’Asia, è unica per morbidezza. È un materiale caldo, avvolgente, leggero e versatile, che si indossa bene sia in inverno che in primavera perché ottimo isolante termico. Usato per cappotti, giacche, maglioni, cappelli, sciarpe, guanti, il cashmere e’ divenuto un insostituibile capo di abbigliamento nel guardaroba di uomini e donne per affrontare il freddo e le mezze stagioni, ma anche come simbolo di eleganza e lusso.

Il cashmere è costoso: perché?

Parlare di cashmere riporta all’ antico mito del “vello d’oro” e forse a ben vedere qualche ragione ci sarà. Gli ovini da cui viene prodotto questo materiale naturale vivono prevalentemente in Mongolia, Tibet, Cina, Pakistan e Iran e nel mondo sono censite circa 110 milioni di queste capre. Non poche penserete voi, ma è proprio così. Infatti questi animali producono annualmente non più di 300 grammi di lana e oltretutto la zona di pelo che si trasformerà nel pregiato  cashmere si trova nella parte più nascosta del manto subito a ridosso della pelle ed è chiamata duvet. E’ una fibra corta e soffice ed è la lanugine che protegge le capre dal freddo pungente delle zone in cui vivono, che può raggiungere anche i – 40 gradi. Per fare una maglia con un peso medio di circa 300 gr servono 16.800 mt – si avete letto bene – di filo. Chiarito quindi il motivo dei prezzi elevati di questo filato.

Come riconoscere il falso cashmere

Non c’ è un sistema infallibile, ma sarà bene avere qualche informazione in più su questo prodotto per meglio difendersi dalle contraffazioni. Fino a qualche tempo fa si pensava che la dicitura riportata sulle etichette bastasse. Se era scritta in modo corretto, il capo era garantito. Ma qual’e’ quella esatta? Oggi sono concesse più espressioni ed è possibile trovarlo stilato in diversi modi: kashmire, kashmir, cachemir e di certo questo non aiuta. La cosa che dovete assolutamente tenere a mente e’ che tutti i capi in questa preziosa lana devono essere esclusivamente lavorati con due fili ritorti e sull’etichetta dovrete pertanto cercare la sigla 2play. Sono leggeri e morbidissimi al contatto sulla pelle, come piumini da cipria. Fidatevi anche dell’istinto, ma selezionate su fiducia e serietà i negozi dove fare acquisti.
Oggi si spacciano peli di topo e coniglio per pregiati cappotti e maglioni e come al solito i principi del tarocco sono i cinesi, che immettono sul mercato migliaia di tonnellate di falsi d’ autore.

I brand italiani di cashmere

Se aveste voglia di regalarvi un accessorio o un capo d’ abbigliamento elegante, caldissimo, morbido, leggero, lucido e brillante tirate il fiato e senza esitazione siate pronti a spendere. Chi vi offre un maglione in  cashmere a 100 euro vi sta truffando. L’ Italia e’ il primo trasformatore di questo filato al mondo. La nostra capacità sartoriale, il gusto, la manualità inarrivabile delle nostre maestranze sono alla base di creazioni uniche nel campo della moda. Acquarama, Cruciani, Losani, Lunaria, fino ad arrivare al signore indiscusso del maglione – si fa per dire e mi inchino alla sua arte – Brunello Cucinelli, sono leader nel settore. Sappiate scegliere dove e cosa comprare e nel caso in cui il portafogli non riuscisse a sostenere uno stress così elevato, ricordate che c’è sempre la lana. E la microfibra. Basta che sia italiana.

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