Il cavallo murgese ha origini che si perdono nella notte dei tempi ed era in passato generalmente indicato come facente parte della razza napolitana, perché originaria del Regno di Napoli. Equini docilissimi, ubbidienti ed assai robusti, potremmo dire rustici, hanno la caratteristica di apprendere facilmente e di adattarsi senza resistenze all’ uso della sella e dei finimenti, capacità queste che li rendono idonei all’ ippoterapia, al dressage ed agli spettacoli equestri. Il cavallo murgese autoctono della Puglia ha costituzione scheletrica e muscolare ben sviluppata, zoccolo duro, mantello morello e un’ epidermide spessa che svolge una importante funzione protettiva dall’ ambiente irto, verdeggiante, spinoso e petroso nel quale prende origine.

Storia di un cavallo italiano

Da parecchi anni, si lavora su diversi fronti per conferire al cavallo murgese il titolo di Cavallo della Repubblica Italiana anche se l’istituzione degli standard di razza avvenne formalmente soltanto a metà degli anni venti del XX. Questo animale ha infatti mantenuto nel corso dei secoli la purezza del sangue con una selezione impostata quasi totalmente sull’ accoppiamento entro razza e va ricordato che per le sue caratteristiche caratteriali gli stalloni vengono raramente castrati. Di questa razza equina le prime tracce storiche vanno fatte risalire al periodo di Federico II di Svevia, che aveva nel Murgese ben tre allevamenti per per i suoi cavalli da guerra. L’ ambiente aspro del territorio, con inverni freddi ed estati caldissime, terreni scoscesi ed impervi favoriva infatti lo sviluppo di una tipologia di cavallo forte, con un grande senso dell’ equilibrio, sicurezza del passo e robustezza degli arti tale da poter essere impiegato sia in battaglia che per il lavoro agricolo.
Nel XV secolo, durante la dominazione aragonese, il Conte di Acquaviva Andrea Matteo e il suo successore Giulio Antonio IV, spinti da una profonda passione per i cavalli, incrociarono stalloni arabi, orientali ed andalusi con le loro fattrici, da cui nacque il cavallo di Conversano che diverrà capostipite dei Lipizzani.

Il cavallo murgese ai tempi d’ oggi

Impiegato in battaglia per le sue eccezionali caratteristiche e grande carrozziere in passato, oggi questo equino dalle doti ineguagliabili viene utilizzato molto per il dressage, dove cavallo e cavaliere formano figure geometriche prestabilite, dette arie, su un campo a forma rettangolare. Ma non solo. È un fantastico cavallo da sella e malgrado la sua altezza e’ perfetto per il trekking, non conosce limite sui terreni accidentati, ha una percentuale al panico pari a zero e la sua epidermide lo rende resistente alle punture dei tafani. La sua natura docile ed affidabile ne fa tra i migliori cavalli candidati all’ ippoterapia specialmente per il recupero di soggetti autistici. Oggi, in Puglia, numerosi sono gli agriturismi provvisti di piccoli allevamenti di cavallo murgese dove anche gli ospiti inesperti possono provare l’ emozione di montare a cavallo. L’ ippica italiana, recentemente molto in crisi e mal gestita fin dai tempi dei Savoia che la svilirono con una serie di scelte sbagliate, tranne la breve parentesi fascista che si adoperò per l’ incremento e la tutela di questa tipologia equina, dovrebbe impegnarsi di più per la diffusione e protezione di questo meraviglioso animale dal mantello nero e fiero ed elegante nel portamento.
Un cavallo insomma veramente degno di un re e capace di suscitare grandi emozioni.

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