Il Cirneco dell’Etna è un cane quasi sconosciuto. Poco diffuso in Italia e quasi ignorato all’estero è uno dei pochi cani primitivi, una delle razze canine più antiche al mondo, che hanno attraversato il tempo fino ai giorni nostri senza che la mano dell’uomo modificasse ciò che la natura ha creato. Per questo motivo il Cirneco dell’Etna è considerato tra le razze canine italiane più tipiche e apprezzato per le sue grandi qualità venatorie, in particolare lepre e coniglio, ma non solo…

Il Cirneco dell’Etna: l’affascinante storia della sua origine

Osservando l’aspetto del Cirneco dell’Etna si nota immediatamente la somiglianza con il dio egizio Anubi, che gli studiosi hanno però oramai da tempo identificato come uno sciacallo. Non è quindi un caso che la presenza di questo animale nell’antico Egitto sia ampiamente documenta dagli scavi dell’archeologo francese Champollion che, nel 1828, restituirono alla luce bassorilievi che ritraevano cacciatori con cani, dalle fattezze simili al Cirneco dell’Etna. Questi ritrovamenti datano quindi la presenza degli antenati di questo animale a 6mila anni fa e gli etologi, per questo motivo, lo fanno discendere dagli antichi levrieri africani, presenze eleganti e costanti nei palazzi dei faraoni ed ampiamente diffusi in tutto l’Egitto e Nord Africa.
Furono i Fenici pero’, attraverso i loro fiorenti commerci, a diffondere questo cane nel Mediterraneo e in Europa, facendo sbarcare questo cacciatore agile, leggero e dalle orecchie dritte anche in Sicilia.
Una più recente scuola di pensiero sostiene invece che l’origine di questa razza sia autoctona della Sicilia, portando a prova di questa tesi documentazioni e reperti che testimoniano la presenza del Cirneco dell’Etna già 6000 anni fa. Una statuetta a forma di testa di cane rinvenuta a Stentinello, villaggio siciliano di età neolitica, raffigura un cane molto simile a quello attuale.
In epoche per cosi dire più recenti, questo animale era talmente inserito nel contesto storico-culturale dell’isola da essere ritratto su molte monete delle più importanti città greche dell’isola. In particolare gli scavi archeologici hanno restituito una dracma di Segesta, risalente al 450 a.C. con impresso da un lato un Cirneco e dall’altro la ninfa Egesta. Ad avvalorare la tesi che si possa trattare di una razza endemica della Sicilia anche alcuni autori classici come Eliano, filosofo e scrittore romano, che racconta che nella città di Adrano, intorno all’800 a.C., nei pressi dell’attuale Catania, vi era un tempio dedicato al dio Adranos, con un recinto per i suoi cani sacri, gli antenati degli attuali Cirnechi.

Il Cirneco dell’Etna: un cane da scegliere solo se esperti

Il riconoscimento della razza da parte dell’Enci è del 1939 e si deve ad una donna, la nobile Agata Paternò Castello dei Duchi di Carcaci che aiutata da un veterinario di Adrano, il dottor Maurizio Migneco, riconsegno’ questo cane alla storia moderna. Appassionatasi a questa razza, non solo recupero’ numerosi soggetti dal diverse masserie siciliane, ma fondò anche il primo allevamento con affisso e la Società Amatori Cirneco che venne ufficialmente approvata dall’Enci nel 1956. Il Cirneco dell’Etna non è un cane per tutti. E’ un cane primitivo. Ha mantenute intatte molte delle caratteristiche originarie dei canidi, attitudini ancestrali mai manipolate dall’uomo attraverso incroci. Parliamo di un cane unico, intelligentissimo, fiero, solitario, coraggioso, a volte diffidente e sospettoso, ma in grado di stabilire con il padrone un rapporto indissolubile, malgrado ricordi in modo straordinario i torti subiti. Una razza rarissima, adatta a persone esperte in cinofilia e disposte a pagare un prezzo, in cure ed attenzioni, pur di avere in casa un Cirneco dell’Etna, un cane che ha attraversato immutato il tempo.

Fonti: http://www.enci.it/libro-genealogico/razze/cirneco-dell-etna
http://www.enci.it/media/3093/foto-32a.jpg
http://www.pets4homes.co.uk/pet-advice/a-rare-and-beautiful-hound-the-cirneco-delletna.html

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