La lavorazione del corallo di Sciacca rappresenta una delle massime espressione artistiche dell‘artigianato siciliano nazionale. Gli splendidi gioielli in corallo rosso di Sciacca, che ogni anno vengono ammirati in tutto il mondo durante le fiere e le esposizioni internazionali, sono testimonianze eccellenti del genio made in Italy e della bravura dei maestri corallari di Sciacca, detentori di un’arte preziosa da preservare e coltivare.
Nonostante il Corallo di Sciacca sia tra i più rari e preziosi del mondo, la sua storia e le sue caratteristiche uniche sono poco note al pubblico italiano. Scopriamo qualcosa di più sul corallo di Sciacca e sull’arte della lavorazione del corallo locale, così come viene fatta ancor oggi in Sicilia.

Il Corallo di Sciacca: le origini

Il corallo di Sciacca, varietà del Corallium Rubrum, cresce dai 50 ai 200 metri di profondità. Presenta dimensioni ridotte rispetto al corallo asiatico, il suo diametro ha una sfera mediamente che va dai 3 agli 8 millimetri. I coralli sono prodotti da minuscole forme di vita che si trovano nelle profondità marine in vaste colonie, che possono raggiungere i 40 cm d’altezza, che vivono a temperature intorno ai 20 gradi.
Il corallo Sciacca presenta caratteristiche particolari che lo distinguono da tutti gli altri coralli: la sua colorazione varia dalle tonalità chiare del rosa e del salmone, al giallo aranciato, fino al brunato del corallo fossile “bruciato” dalle altissime temperature raggiunte. Anche le sue origini sono uniche, tanto che la sua storia ha i tratti romantici del mito. Il corallo di Sciacca, infatti, nasce all’Isola Ferdinandea, isola sommersa nel Canale di Sicilia tra Sciacca e Pantelleria la cui storia è a dir poco eccezionale.
Emersa durante una secca nel 1831, per scomparire l’anno successivo negli abissi marini. Grazie al microclima eccezionale creatosi conseguentemente ai fenomeni vulcanici, sulla secca si crearono e si svilupparono vaste estensioni di banchi corallini. Nel 1875 alcuni pescatori di Sciacca, durante una battuta di pesca, notarono nelle reti la presenza dell’”oro rosso”. La corsa al corallo ebbe inizio e segnò la fine del corallo di Sciacca. A causa della razzia che ne fu fatta e degli scorretti metodi di raccolta usati, in meno di 20 anni, il corallo scomparve del tutto. Solo di recente, alcuni pescatori hanno trovato nelle reti piccoli rami di corallo di Sciacca, che i maestri corallari hanno acquistato a prezzi importanti, per custodirli gelosamente nelle loro casseforti.

La lavorazione del corallo di Sciacca

Trattandosi di un materiale così raro, prezioso, e delicato, per lavorare il corallo di Sciacca oltre che una creatività indiscussa, è necessaria una grande abilità e la conoscenza di tecniche ben precise. Dopo il taglio e la crivellatura, il corallo viene pulito dal fango e dalle concrezioni calcaree sviluppatesi nel fondo degli abissi. Nella successiva fase della lucidatura è richiesta attenzione e perizia, perché si effettua manualmente, senza l’utilizzo di strumenti meccanici, per valorizzare al massimo le caratteristiche intrinseche del corallo.
Grazie alla sua compattezza, il corallo di Sciacca si presta ad essere inciso, invece i suo colori tenui lo rendono perfetto per essere accostati alle gemme più preziose. L’incastonatura del corallo intagliato e delle pietre è una delle fasi conclusive e più delicate dell’intera lavorazione.
Nascono così splendidi gioielli e ornamenti, doni del mare e della sapienza artigiana made in Italy.

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