Il cucù di Matera è stato eletto simbolo della Citta dei Sassi, che sarà capitale europea della cultura nel prossimo 2019. Cos’è? Null’altro che un  fischietto in terracotta prodotto artigianalmente nella città da molti secoli. Il cucù tradizionale riproduce la forma stilizzata di un gallo con una colorazione in genere bitonale ed emette un suono a due tonalità che ricorda il verso del cuculo, da cui deriva il nome.
Il cucù di Matera può essere di due tipi  differenti, ad aria e ad acqua. Quelli ad aria funzionano soffiando all’interno, aprendo e chiudendo con le dita i fori sul dorso della figura, esattamente come si farebbe con un flauto.
Nei fischietti ad acqua, si riempie con il liquido una piccola cavità e poi si soffia per emettere un suono brillante che cambia a seconda della quantità di liquido utilizzata.

Il cucù di Matera: un oggetto che ha attraversato il tempo con i suoi significati

Il cucù di Matera ha una storia antichissima e per questo è il vanto dell’artigianato lucano.
Si hanno testimonianze, infatti, che in tutta l’area del Mediterraneo i fischietti venissero usati già nel neolitico, forse come giocattoli sonori ed attraversarono tutte le epoche storiche fino ad arrivare ai giorni nostri. Erano simbolo della forza virile, di prosperità e di difesa contri malefici. Venivano regalati ai figli maschi con l’augurio di futura fertilità ed erano posti accanto agli ingressi delle case o nelle culle per impedire agli spiriti maligni di entrare e portare sventura.
Il luogo più importante per la vendita dei famosi Cucù di Matera era senza dubbio il Santuario di Picciano, uno dei principali luoghi di devozione al confine tra Puglia e Basilicata, dove in occasione delle feste dedicate a Maria, che si svolgevano in primavera e in estate, affluivano moltissimi devoti.
E il cucù di Matera era un ricordo a cui i pellegrini difficilmente rinunciavano, tanto che gli artigiani programmavano la produzione secondo il calendario festivo religioso.
Il cucù più classico, aveva la forma di un galletto ornato da strisce blu, gialle, rosse e verdi su sfondo bianco ed aveva un ruolo importante anche nel corteggiamento. L’uomo che desiderava conquistare l’amore della fanciulla amata poteva manifestare il proprio sentimento regalandole un cucù, e più ricco era il fischietto più grande sarebbero stati l’amore e anche il benessere materiale che l’innamorato voleva offrire alla donna. Ma se ella lo rifiutava, rifiutava anche la corte dell’uomo che lo aveva donato.

Il cucù di Matera oggi

L’artigianato della terracotta ha sempre contraddistinto la storia di Matera. Per farsene un’idea basta visitare, nel capoluogo, il celebre Museo Ridola, dove tra i molti reperti di epoche lontane si possono ancora oggi ammirare manufatti straordinari a testimonianza che la tradizione artigianale lucana, è un’eccellenza del patrimonio culturale della Basilicata che affonda le sue radici in un passato lontano.
Malgardo ciò, nel secondo dopoguerra, si assistette ad un vero tracollo della produzione del cucù di Matera, a cui seguì una ripresa, a partire dagli anni Ottanta, dovuta all’interesse di una clientela curiosa e colta, interessata alle antiche tradizioni locali e capace di apprezzare il talento virtuoso degli artigiani di Matera, necessario per la produzione dei cucù più complessi. Vero ambasciatore nel mondo di questo curioso e magico oggetto è stato Tommaso Niglio, che da produttore tradizionale, custode di un’arte che potremmo definire pastorale, si è trasformato in innovatore, dando nuova dignità a questi poveri oggetti e traformandoli in opere d’arte.
Oggi, il cucù di Matera nelle sue più disparate dimensioni e decorazioni, è un oggetto di arredo presente in moltissime abitazioni e attività commerciali della surreale Citta dei Sassi. Ma  ai giorni nostri, al tradizionale fischietto a forma di gallo, si sono affiancate anche realizzazioni molto più ricche di ornamenti, vere e proprie sculture con fiori, animali, piante, figure umane, che richiedono, per essere completate, anche una settimana di lavoro e che sono destinate ad un pubblico di collezionisti che ama la qualità italiana e la creatività tipica dell’artigianato lucano.
Fonti: http://www.basilicatashop.it/prodotto/cucu-e-pupe-di-terracotta/
http://www.manciniartigianato.com/artigianato-matera/terracotta/
http://geniuslocimatera.blogspot.it/2012/05/memorie-e-suoni-di-terra.html

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