Il mare italiano è tra i più belli del Mediterraneo, non solo per la eterogeneità dell’ ambiente marino, ma anche per le sue coste, scogliere, spiagge, insenature ed isole che offrono ambientazioni magiche e suggestive dal forte richiamo turistico.
Al di là però di questa grande risorsa economica che rappresenta, il mare italiano andrebbe considerato come un bene comune, una sorta di patrimonio nazionale da proteggere e difendere, con un impegno costante non solo da parte delle Istituzioni, ma anche dei semplici cittadini.

Il mare italiano: problemi e soluzioni

Il mare italiano è afflitto da quei mali tipici delle società industrializzate che hanno sacrificato l’ ambiente al profitto. Depauperamento delle specie ittiche con metodi di pesca illegali, inquinamento e sversamento di sostanze tossiche, trasporto via acqua di sostanze pericolose, cementificazione delle coste e abusivismo sono fenomeni ancora oggi, malgrado una serie di interventi da parte dello Stato e Regioni, a tutela e protezione del mare italiano, largamente diffusi. Paghiamo infatti il conto, non ancora saldato, di un passato che ha riposto poca attenzione all’ ambiente, soprattutto nel campo della prevenzione dei reati legati all’ inquinamento e all’edilizia selvaggia, e che vede oggi gran parte delle coste italiane imbruttite da insediamenti urbani, che hanno tolto molto alla bellezza del paesaggio e salubrità del mare rispetto a soli 70 anni fa.
Malgrado questo, il nostro paese, sulla spinta di una nuova sensibilità verso l’ambiente e le nuove leggi della Comunità Europea si impegna a tutelare il mare italiano e la sua biodiversità con la continua realizzazione di aree marine protette, ben 30 distribuite in tutta la penisola, che associate ai parchi nazionali marini, fanno da muro a qualsiasi attività umana possa compromettere un ecosistema così delicato e di così grande valore.
Un po’ indietro siamo invece ancora,malgrado il costante impiego di uomini e mezzi, sulla prevenzione dei reati da inquinamento dei nostri bellissimi fondali marini. Pochi anni fa un caso eclatante fu quando si scoprì che la meravigliosa Grotta Azzurra di Capri era ridotta ad una pattumiera.
Dal fondo del mare grazie all’opera di un gruppo di subacquei volontari venne estratto di tutto: plastica, vetro, carcasse di motorini, sedie, lamiere,barre di ferro e lattine. Un danno ambientale, ma anche d’ immagine che stride con la cultura di un popolo che lega intrinsecabilmente la sua storia e la sua cultura al mare. Ma al di là dell’ignoranza e mancanza di sensibilità del singolo individuo, il danno più grande è stato fatto in questi anni dall’ecomafia che dello sversamento di rifiuti tossici ha fatto un vero business ed ha ridotto il mare italiano e nello specifico quello Ionio Calabrese ad una discarica per materiale radioattivo più di una volta.

Il mare italiano: le Associazioni che lo tutelano

Al cambio di passo verso la sensibilizzazione alla tutela del mare italiano stanno contribuendo in modo significativo Associazioni, Istituti e Fondazioni costituite negli ultimi 30 anni in Italia.
Dopo il Fai che si impegna costantemente per il recupero di panorami ed ambienti tipici del nostro territorio una menzione d’ onore spetta a “Mare Vivo“, attiva dal 1987, che attraverso una serie di delegazioni regionali promuove con una serie di eventi, attività e convegni la sensibilizzazione, fin dalle scuole elementari, al rispetto del mare e delle sue risorse e si prodiga allo sviluppo dell’educazione ambientale e della ricerca scientifica riguardo il nostro bellissimo patrimonio.
Stesse finalità per “Istituto per gli Studi sul mare” (www.verdeacqua.org), con sede presso l’ Acquario Civico di Milano, che sostiene moltissimi corsi ed eventi per avvicinare soprattutto i piccoli alla conoscenza degli ambienti marini, delle specie ittiche che li popolano ed a come tutto questo vada preservato.
L’invito pertanto è che quest’estate, sia che sarete alle Maldive del Salento, sulle spiagge bianche della Sardegna, nel mare blu del Conero o in Riviera Romagnola, monitoriate la situazione e segnaliate incuria e illegalità, perché il mare è vita, ma soprattutto come dicevano i Romani e’ Mare Nostrum.

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