La tradizione gastronomica italiana di Natale: ovvero un tripudio di piatti e sapori, tavole imbandite e famiglie in festa. Un contenitore di gusti e menù diversi, che al suo interno raccoglie tutte le tradizioni culinarie delle regioni italiane, ognuna delle quali propone per il pranzo di Natale pietanze diverse e ricche, legate a secolari usanze gastronomiche popolari, basate sui prodotti tipici offerti dal territorio.
Sarebbe opportuno, quindi, parlare di tradizioni italiane culinarie di Natale, piuttosto che usare il singolare, così da non far torto a tutti i manicaretti che le brave cuoche italiane, che siano di Torino, di Avellino o di Palermo, preparano con amore per le loro famiglie Natale dopo Natale, secondo le ricette ereditate dalle nonne, magari arricchite con un pizzico di fantasia, al passo con i tempi.
Non esiste quindi un unico piatto che unisce le tavolate degli italiani per il pranzo di Natale. Ma più piatti tipici delle varie cucine italiane delle feste, diffusi a livello regionale o locale. “Se vogliamo il pranzo di Natale ha solo delle regole che poi ognuno declina a modo suo. Un primo di brodo o pasta, un secondo generalmente di carne o pesce. E il dolce. Il panettone? Sì, ma generalmente si compra quello industriale perché nessuno lo fa in casa”, ha spiegato all’Huffinghton Post Giovanni Ballarini, antropologo e presidente dell’Accademia della cucina italiana.
Data per buona la regola generale, da appassionati di qualità italiana, siamo lieti di guidarvi in un golosissimo tour virtuale tra i piatti tipici delle feste in Italia.

La cucina di Natale in Nord Italia

La polenta è la regina delle tavole natalizie in Val d’Aosta e in Trentino Alto Adige, insieme alle zuppe locali, usate tradizionalmente per mitigare l’inverno gelido di questi luoghi spesso innevati. In Val d’Aosta, altro piatto tipico del Natale è la Carbonata Valdostana: strisce di carne macerate in vino e aromi, accompagnate dalla polenta.
Nelle altre regione del Nord Italia la tradizione culinaria del pranzo di Natale prevede come primo piatto tortellini, agnolotti o cappelletti, cucinati rigorosamente in brodo. In Piemonte gli agnolotti di carne sono seguiti dal bollito misto o il cappone. In Lombardia si preparano i tortelli di zucca o gli gnocchi di spinaci. In Emilia la scelta dei tortellini sembra obbligata, in alternativa alle tagliatelle al ragù. In Liguria la pasta fresca si declina in maccheroni in brodo e ravioli alla genovese. Tra i secondi troviamo invece gli stecchi fritti, spiedini di rigaglie di pollo con funghi freschi, e il cappone.
In Veneto per Natale, dopo gli gnocchi al sugo d’anatra, si mangia baccalà e polenta o lesso di manzo al “cren”. Decisamente originale e alternativo il pranzo di Natale in Friuli dove si mangiano trippa con sugo e formaggio, la brovada e il muset, una zuppa di rape e cotechino.

La cucina di Natale in Centro Italia

I cappelletti in brodo accomunano le tradizioni gastronomiche natalizie di molte regioni del centro Italia così come il cappone servito come secondo.
In Toscana, l’alternativa al cappone sono i secondi a base di cacciagione, nel Lazio invece l’ abbacchio e le specialità di pesce. In Umbria il cappone si prepara bollito con i cardi.
Il piatto tipico del Natale abruzzese si chiama “Le virtù”: un minestrone a base di sette ingredienti per sette, tra cui legumi freschi e secchi, verdure nuove, carne e pasta. Ricchissimo il pranzo di Natale nelle Marche dove tra i primi abbiamo maccheroni allo stoccafisso, maccheroncini di Campofilone o spaghetti al sugo di magro. In Molise ritroviamo le zuppe, come piatti tipici delle festività, tra i secondi invece il baccalà condito con prezzemolo, origano e uva passa.

La cucina di Natale al Sud e nelle Isole

A base di cicoria e scarola in brodo di cappone con aggiunta di uova sbattute con peperoncino e carne di vitello è la minestra maritata, il piatto tipico per eccellenza del Natale in Campania, servita insieme ad un ricco menù di pesce e l’ immancabile insalata di rinforzo.
Pasta fresca fatta in casa come i raschiatelli e le vermicide e le fritture di carne e di pesce sono tipici del pranzo di Natale in Puglia. In Basilicata, il cenone di Natale prevede tredici portate, tutte a base di pesce. A pranzo si usa mangiare una pasta fatta in casa a forma di cilindri, gli strascinari, conditi con ragù di carne mista, o la minestra di scarole, verze e cardi, mentre tra i secondi troviamo il baccalà lesso.
Le tradizioni culinarie di Sicilia e Calabria per le festività sono molto affini. In particolare le tavole delle feste delle due regioni sono accomunate dal baccalà fritto e dalle verdure in pastella, oltre che dai piatti a base di pesce, come la ghiotta di pesce spada. Non mancano paste al forno, pasta con le sarde e rustici di vario tipo.
In Sardegna troveremo in tavola a Natale antipasti di salsiccia seguiti dai culurgiones de casu, ravioli ripieni al pecorino e bietola, o la fregula, cuscus cotto nel brodo di gallina, e, tra i secondi, l’ agnello con patate al vino.
Concludiamo il nostro tour virtuale alla scoperta delle tradizioni gastronomiche italiane di Natale, con un brindisi, rigorosamente con bollicine italiane.
Buon Natale, in qualsiasi luogo magico del nostro Paese abbiate la fortuna di vivere.

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