Una tradizione che viene da lontano, quella del Presepe, e che si è diffusa in tutto il mondo, dove ha conquistato anche laici ammirati dal fascino e dalla bellezza degli allestimenti, delle statue, delle ambientazioni, che ricostruiscono la nascita di Gesù. La paternità della creazione del presepe è tradizionalmente affidata a San Francesco, ma le prime rappresentazioni della Natività sono molto più antiche e si trovano nelle catacombe romane del II e III secolo. Successivamente si diffusero iconografie e drammaturgie della Natività che furono ospitate dapprima nelle chiese e poi relegate al loro esterno da Papa Innocenzo III nel XIII secolo.

Il Presepe vivente di San Francesco

Erede di queste tradizioni figurative e liturgiche, San Francesco, nel 1223, chiese ad un suo ospite, Giovanni Vellita, signore di Greggio, di preparare per la Messa di Natale una grotta dei suoi boschi con mangiatoia, asino e bue. Da allora i Francescani, presto seguiti dai Domenicani e dai Gesuiti, riproposero nelle chiese quanto si era visto quella notte, mettendo statue al posto degli animali e delle persone e aggiungendo le figure di Maria e Giuseppe. Il più antico gruppo presepiale a statue staccate rimasto è quello realizzato da Arnolfo di Cambio all’incirca nel 1289, che ora si trova a Roma nella chiesa di Santa Maria Maggiore. Nel Cinquecento, grazie all’impulso dato da San Gaetano da Thiene e dal suo ordine dei Teatini, il Presepe si diffuse sempre di più nelle chiese e nei conventi fino a raggiungere, nel Settecento, anche le case dei nobili e dei ricchi borghesi. In tale secolo Bologna, Genova e Napoli furono grandi centri di produzione di presepi, e anche artisti di fama si cimentarono con le classiche figurine preparando numerosi gruppi che oggi sono visibili nei musei. Con il tempo l’iconografia subì degli importanti mutamenti; Maria, per esempio, che nei gruppi più antichi rimane in contatto con il Figlio, lo mostra o lo allatta o lo tiene teneramente, si è evoluta nella tipologia attuale in cui sia lei sia San Giuseppe adorano, genuflessi, il Bambino.

Il secolo d’oro del Presepe napoletano

A Napoli il Presepe divenne un oggetto prezioso, costruito con statue di pregevole fattura ed ambientazioni curatissime. I primi autentici scultori di figure napoletani sono menzionati nel XV secolo e tra di essi vanno ricordati i fratelli Giovanni e Pietro Alemanno che nel 1470 crearono le sculture lignee per la rappresentazione della Natività. Nei Presepi barocchi, alla grotta della Natività, si aggiunse una sempre più ricca rappresentazione del mondo profano con raffigurazioni dei mestieri più disparati, di case, taverne, e persino del castello di Erode, scolpito sempre in forme diroccate a significare la sconfitta del male. Le scene divennero sfarzose e particolareggiate e le statue vestivano autentici abiti confezionati a mano con estrema cura da artigiani specializzati. Tale tendenza raggiunse il culmine nel Settecento, il secolo d’oro del Presepe napoletano, quando la committenza ricca e nobiliare richiese presepi sempre più preziosi , sfarzosi, fantasiosi, ricchi di decine di personaggi diversi. A Napoli è tuttora viva la tradizione del Presepe e le botteghe tradizionali fioriscono nella zona di San Gregorio Armeno, mentre splendide testimonianze storiche sono conservate nei musei di San Martino a Napoli, nella reggia di Caserta e a Genova in palazzo Rosso.

Presepi da Guinness

Sempre a Napoli lavora oggi il maestro Aldo Caliro, formidabile creatore di presepi in miniatura negli oggetti più impensati – un chicco di caffè, una lenticchia, una capocchia di spillo, una fibra ottica – che si possono ammirare solo con una lente o un microscopio. A Laveno-Mombello, sul lago Maggiore, da quasi quarant’anni viene allestito un Presepe sommerso illuminato con fari subacquei, in cui le quarantadue grandi statue di pastori, animali e personaggi della rappresentazione, appaiono in uno scenario irreale a tre metri di profondità. A Massa Martana (PG) viene scolpito ogni anno nel ghiaccio un grande Presepe, mentre la collina di Manarola in Liguria è decorata da un immenso Presepe che ogni sera viene illuminato dando vita alle trecento statue che lo compongono. Che sembrano poche in confronto al gigantesco Presepe vivente che è stato organizzato negli Stati Uniti, a Provo, lo scorso Natale, dove 1039 persone, in gran parte vestite da angeli, si sono radunate dando vita al più grande Presepe vivente del mondo che si è guadagnato una menzione persino nel Guinness dei Primati.

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