Giuseppe Garibaldi, Gianni Brera, Amedeo Modigliani, Mario Soldati, Vittorio Emanuele II: se anche voi amate fumare il sigaro toscano siete in ottima compagnia!
Da duecento anni il sigaro toscano, nato per un caso fortunato, è un gradito compagno di fumatori di ogni età. Tutto ebbe origine nel 1816, quando una un improvviso acquazzone bagnò una partita di tabacco Kentucky rimasto all’aperto, che successivamente fermentò.
Il tabacco, creduto ormai irrimediabilmente rovinato, venne utilizzato per produrre alcune partite di sigari economici che, inaspettatamente, ebbero un successo travolgente. Solo due anni dopo, Ferdinando III, granduca di Toscana, creò la Manifattura Granducale di Firenze, dove i sigari toscani venivano confezionati a mano dalle esperte sigaraie. Nel secondo dopo guerra la produzione è stata trasferita da Firenze a Luca, Foiano della Chiana e Cava dei Tirreni dove prosegue ancora oggi. L’appassionato di sigaro toscano può visitare la Manifattura di Lucca, previo accordo con la direzione o tramite il Club Maledetto Toscano che organizza riunioni, eventi e, in collaborazione con l’Ente Tabacchi Italiani, si occupa anche di organizzare visite guidate.
Da Lucca potete facilmente godere le bellezze turistiche e le prelibatezze gastronomiche della Toscana. A venti chilometri sorge Pisa, e dopo altri cinque entrate nel bellissimo Parco Naturale Migliarino San Rossore Massaciuccoli; se amate il mare, in una mezz’oretta arrivate a Forte dei Marmi oppure a Viareggio. E lungo il tragitto gustate “la garmugia”, “la farinata”, “i tordelli”, “il bordadino alla pisana”, “la lepre ai tre vini”, innaffiati con l’ottimo Chianti della regione.

Il sigaro toscano e le sue donne

Ma torniamo al sigaro toscano, che ancora oggi, è confezionato a mano nella varianti di maggior pregio. Il lavoro delle sigaraie è rimasto immutato da due secoli e viene spesso trasmesso spesso di madre in figlia che, dopo diciotto mesi di apprendistato può finalmente creare il suo primo sigaro toscano.
Con le dita inumidite, la sigaraia stende la colla di mais sulla tavoletta di legno facendo aderire sul ripiano inumidito la metà di una foglia di tabacco Kentucky. Con il coltello traccia la sagoma della fascia del sigaro, stando attenta che le nervature della foglia siano parallele al verso di arrotolamento per evitare che si apra durante l’essiccazione del sigaro. Preleva poi il giusto numero di filamenti di tabacco fermentato, che va pettinato e li disposto in modo da creare un sigaro dalla giusta forma e consistenza. Dopo aver formato il mazzetto di filamenti, la sigaraia lo mette sulla foglia già sagomata ed inizia ad avvolgerla, diagonalmente e verso l’alto. Il sigaro va infine ad affinare in appositi ambienti climatizzati per un tempo variabile dai 6 ai 18 mesi.

Il sigaro toscano: Slow in tutti i sensi

Il sigaro toscano Extra Vecchio è stato inserito, nel 2000, tra i presidi eno-gastronomici italiani da Slow Food. Va fumato in modo lento per gustarne appieno tutte le sfumate di sapore, seguendo uno stile corretto di “degustazione”. Il Toscano Originale Selected, Il Millennium e il Moro, tutti prodotti rigorosamente a mano, e il Moro venduto singolarmente in un astuccio di legno, meritano anche accessori adeguati. Il cofanetto umidificatore è essenziale per preservarne intatte le qualità organolettiche, così come una ghigliottina o delle forbici tagliasigari sono necessari per tagliarlo in due parti quando non si ha il tempo di fumarne uno intero. L’appassionato di sigaro toscano avrà poi sempre a portata di mano un accendino a gas tipo jet-flame, che non trasmette alcun odore al tabacco e permette di creare agevolmente una brace perfetta e, per quando deve incontrarsi con non fumatori, l’utile spegni sigaro con capsula assorbi odori.

Fonti:http://www.bergamopost.it/chi-e/duecento-anni-sigaro-toscano-tutti-i-suoi-estimatori-celebri/

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