Nell’anno di Expo 2015, doveroso e’ un omaggio al tartufo, che e’ un fungo ipogeo e vera prelibatezza, particolarmente apprezzata in Italia e sempre più nel mondo. Ha aperto infatti in questi giorni la “52a Mostra Mercato del Tartufo Nero di Norcia“, un evento diviso in due fine settimana, 27/28 febbraio – 1 marzo e 6/7/8 marzo 2015 durante il quale verrà celebrato il prezioso tubero dell’ Umbria, con una serie di eventi che coinvolgono personaggi dello spettacolo, espositori ed addetti al comparto del turismo enogastronomico.

Qualche curiosità sul tartufo

La parola tartufo deriva dal latino terrae tufer, per la somiglianza di questo con la pietra di tufo ed era già conosciuto dai Greci e dai Romani.
Questi consigliavano di cuocerlo sotto la cenere e poi condirlo con miele. Galeno, padre della farmacia moderna, lo riteneva un cibo molto nutriente e uno stimolante sessuale. I Babilonesi, i Sumeri e sempre i Greci lo chiamavano Hydnon, da qui idnologia, ossia la scienza botanica che studia il tartufo. Per molti secoli la classificazione di questo fungo fu per i naturalisti un vero rompicapo.
Alcuni lo ritenevano un’escrescenza del terreno, altri una pianta, altri ancora un animale, per noi moderni, sicuramente oramai tutti esperti di prelibatezze gastronomiche, un cibo degno di re e di un bel portafoglio. In passato la ricerca di questo oro nero era affidata ai maiali, che ne erano molto golosi e tendevano a mangiarlo.
In Italia nel dopoguerra si sostituirono con i cani da tartufo, addestrati alla ricerca ed alla riconsegna, di cui il Lagotto Romagnolo e il Cocker Spaniel Inglese sono tra i migliori.

I tipi di tartufo di Norcia

A Norcia, città antichissima fondata dai Sabini ed incastonata nella verdissima Umbria, si trovano diversi tipi di tartufo e su www.norcia.it. potrete trovare informazioni preziose per organizzare un vacanza all’ insegna della buona tavola e della natura.
Il tartufo nero pregiato di Norcia e’ come, dice il nome stesso, il migliore. Tondo e dal profumo intenso ed inebriante, cresce sotto querce e noccioli, ha le dimensioni di una grande mela e la parte esterna ha colore nero tendente al viola, mentre l’ interno e’ nero o bruno con venature bianche. Si raccoglie durante tutta la stagione invernale, ma è possibile anche produrlo in tartufaia.
Il tipo nero invernale di Norcia – con l’interno grigio-bruno e venature bianche grandi e’ meno pregiato, ma con caratteristiche simili nella forma al precedente, ha un gusto più amarognolo, e’ meno digeribile ed è disponibile tra gennaio e marzo.
Il nero uncinato – scorsone invernale – di forma irregolare è un tubero tipico dell’ autunno e il primo inverno e nasce sotto querce, roveri e lecci. Il tartufo di Norcia scorsone nero estivo, si raccoglie dalla primavera inoltrata all’ autunno. La parte interna di color nocciola striata di bianco gli dona un effetto marmorizzato, ma tra tutti e’ il meno appetibile. La sua profumazione modesta ricorda più il fungo e la terra bagnata.
Il suo prezzo è accessibile, in quanto il suo valore sul mercato e’ scarso. Resta che la difficoltà nel reperire questo alimento, soggetto a variabili climatiche, ma sempre più ricercato dai gourmet di mezzo mondo, lo ha resto un prodotto costosissimo tanto da istituire una sua borsa sulla quale vengono registrate tutte le variazioni di prezzo, in grammi, sulla base della disponibilità sul mercato. Sia che lo si accompagni con la carne o il pesce, lo si leghi alla pasta, risotto o gnocchi, ad un uovo o in insalata, il miglior modo di gustare il tartufo di Norcia e’ sempre tagliato o grattugiato, possibilmente al momento. E deve essere di ottima qualità, perché in Italia quella non manca.
Meglio mangiarlo una sola volta nella vita, ma buono e ricordare l’ esperienza, piuttosto che rimanere delusi con un prodotto scadente. Un consiglio: mi raccomando rimandate l’ appuntamento con il tartufo di Norcia qualora aveste il raffreddore. Vi perdereste il profumo.

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