Il travertino è una pietra calcarea, porosa, con una colorazione che va dal bianco al paglia fino al rosso chiaro. Viene tagliato con filo diamantato ed è un materiale resistente al tempo, all’ usura, al gelo, poco scivoloso, facilmente levigabile, ma duro e si presta ad essere lavorato sia artigialmente che con tecniche industriali. Particolarmente diffuso in centro Italia, Lazio, Toscana e Marche, il travertino abbonda in zone con presenza di calde acque termali o di sorgente, ricche di carbonato di calcio. Rappresenta una vera e propria eccellenza italiana tutelata e promossa nel mondo. Quello che si estrae nel Lazio e’ promosso sia dalla Regione che dalla Camera di Commercio di Roma e dal 1991 esiste il “Centro per la Valorizzazione del Travertino Romano” www.centrotravertinoromano.it .

Il travertino e Roma

Il travertino era già noto ai Romani che lo chiamavano Lapis Tiburtinus, da Tibur antico nome della moderna Tivoli, a pochi km da Roma, dove in questa zona ancora oggi, si estraggono i migliori blocchi di Italia. La prima cava di cui si hanno notizie fu quella di Barco e qui la pietra una volta tagliata veniva trasportata attraverso il fiume Aniene fino Roma. Questo materiale fu la principale risorsa edilizia di Roma, vista l’ abbondanza nel reperirlo e la vicinanza delle cave di estrazione e a partire tra il II e III secolo a. C. venne utilizzato costantemente per gli edifici pubblici e privati così che il travertino divenne il materiale privilegiato dell’antica architettura romana. Il Colosseo e il teatro di Marcello ne sono ancora oggi testimonianze esaustive. Con il crollo dell’impero e l’ ingresso nel medioevo molte cave si chiusero e si perse l’ uso alla lavorazione di questo materiale. Solo molti secoli dopo, con il Rinascimento ed il Barocco, al travertino venne restituita quell’importanza che merita. Palazzo Farnese, palazzo Montecitorio, le fontane di Pzza Navona, Santa Maria del Popolo, la facciata di San Pietro in Montorio, San Pietro, la scalinata di Trinità dei Monti, Fontana di Trevi sono solo alcune delle maestose realizzazioni di quel periodo a cui contribuirono artisti come Bramante, Michelangelo e Bernini.

Il travertino oggi: come si impiega

La grande tradizione dell’estrazione e lavorazione del travertino tra fasi alterne non si è mai interrotta. Sia che provenga da Tivoli oppure da Colle Val d’ Elsa, Serre di Rapolano o Acquasanta Terme, dove si trovano diversi giacimenti estrattivi, questo materiale viene utilizzato anche oggi, per il suo grande impatto estetico e duttilità nella lavorazione, sia per rivestimenti interni che esterni. In edilizia la sua massima espressione si ha nelle pavimentazioni, che grazie alle sfumature del colore rendono gli ambienti particolarmente eleganti. Il travertino è molto ricercato dagli interior designer per cucine e bagni, piani da lavoro, oggetti d’arredo, camminamenti, bordi piscina. Questa pietra sapientemente miscelata con altri materiali dona luminosità calde e avvolgenti, da’ la percezione di spazi più grandi ed è di facile manutenzione. Ancora oggi poi l’ arte funeraria, in Italia, trova la sua espressione con l’ impiego di questo materiale. Preferito spesso al marmo molti architetti ne hanno riscoperto l’ uso per opere importanti sia nel nostro paese che all’ estero. Basterà ricordare il Paul Getty Museum, di Los Angeles, l’ Università di Copenaghen, il Complesso Museale dell’ Ara Pacis a Roma. A ragione quindi, una pietra simbolo della grande ed antica continuità architettonica del nostro paese che sa adattarsi ai cambiamenti del gusto e delle mode, senza perdere la propria identità.

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