Sebbene l’Italia sia un paese con alti standard di sicurezza alimentare grazie a rigidi controlli e regole severe, in estate le infezioni alimentari causate dalla presenza batteri vitali presenti all’interno di un alimento e in grado di arrivare all’intestino del consumatore, possono essere frequenti.
Codacons ha stilato recentemente un vademecum per evitare che durante e soprattutto con la stagione calda, si possa incappare in fastidiosi disturbi da infezioni alimentari in grado di trasformare dei piacevoli giorni di relax in un riposo forzato.

Infezioni alimentari: i batteri che le scatenano

Le infezioni alimentari sono causate dal consumo di cibo o acqua contaminati con agenti di varia natura, come batteri, virus, tossine e parassiti. La contaminazione degli alimenti può avvenire in tutte le fasi della filiera produttiva, dalla produzione primaria, ossia allevamento o la coltura, fino alla nostra tavola. Ma la causa è sempre da addurre alla scarsa mancanza di igiene.
Tra i batteri responsabili di infezioni alimentari abbiamo:
Vibrio parahaemolyticus: è un batterio che si ritrova generalmente nelle acque e in alimenti di origine marina. La trasmissione avviene soprattutto con l’assunzione di crostacei e molluschi crudi o poco cotti. I sintomi si manifestano dopo 12-24 ore dall’ingestione e sono rappresentati da diarrea, crampi addominali, vomito e febbre. Scompaiono nel giro di tre-cinque giorni.
Shigella: è un gruppo di batteri che causano la cosiddetta “dissenteria bacillare” o “shigellosi”; alcuni sono in grado di produrre una tossina denominata tossina di Shiga. La malattia si manifesta dopo 1-3 giorni dall’ingestione di cibo o acque contaminati o da contatto diretto tra persone infette. E’ caratterizzata da crampi addominali, diarrea, febbre e feci con sangue.
Brucella: è un batterio che provoca la “brucellosi” o  “febbre maltese” . Può manifestarsi in seguito all’ingestione di un alimento, per lo più latte, contaminato.
Salmonella: è molto diffusa in estate ed è batterio che si trasmette per via oro fecale. Gli alimenti più soggetti a contaminazione sono la carne di tacchino, pollo e maiale, molluschi,  uova e prodotti lattiero-caseari a base di latte crudo, frutta e verdura crude. I sintomi della malattia si manifestano tra le 12 e le 36 ore dall’ingestione e si protraggono per 4-7 giorni.
Escherichia coli: quando la mancanza di igine colpisce come una mannaia. Si trasmette con il consumo di alimenti e acqua contaminati da materiale fecale, ma anche con il contatto diretto con animali infetti. Gli alimenti  a rischio sono la carne cruda o poco cotta, il latte non pastorizzato, i prodotti caseari e i vegetali crudi come lattuga, spinaci e germogli. I sintomi variano da forme diarroiche lievi a  gravi, di tipo emorragico, con crampi addominali e forte disidratazione. I cibi cotti garantiscono sicurezza, ma anche un alimento cotto può contaminarsi per contatto con cibi crudi.

Infezioni alimentari: attenzione a questi alimenti

1) Controllare l’aspetto del cibo e l’odore. Se acquistate prodotti confezionati verificare la data di scadenza e che l’involucro non abbia rigonfiamenti.
2) Non acquistare pesce e frutti di mare di dubbia origine. Comprare mitili  solo se contenuti in confezioni sigillate o avvolti in retina di plastica,  con un’etichetta che indica peso e scadenza del prodotto e consumarlo entro 24 ore. Per il pesce controllare il colore delle branchie che deve essere rosso/rosato, il colore delle squame che dovrà essere brillante e l’odore.
3) Evitate di consumare cibi che vi sono stati porti senza l’utilizzo di guanti o pinze.
4) Controllare sempre la scadenza degli alimenti e delle bibite e meglio evitare bottiglie di acqua esposte al sole.
5) Non acquistare alimenti da venditori di street food che non abbiano celle frigorifere, atte alla conservazione degli alimenti.
6) I cibi congelati, che presentano cristalli di ghiaccio più grandi della norma,  vanno gettati perchè sono indicativi che la catena del freddo è stata interrotta.
7) In spiaggia non acquistare frutta da venditori ambulanti, se non è possibile lavarla abbondantemente.
8) In ristoranti sconosciuti evitate il carrello degli antipasti e dei dolci, se non rifrigerati. Creme, insalate, uova, latticini, carne poco cotta e pesce possono straformarsi in vere bombe per l’intestino.
9) Guardatevi intorno: un posto sporco è tale in qualsiasi parte del mondo come le mani di chi vi serve. Meglio andare via che rischiare quella che in Turchia viene chiamata la “Maledizione del Sultano”.

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