La ceramica, parola che deriva dal greco e significa terra da vasaio è un materiale facilmente plasmabile e malleabile allo stato naturale ed altrettanto rigido dopo la cottura. La sua storia nasce con lo sviluppo delle prime abilità manuali dell’uomo e trova inizialmente largo impiego nella realizzazione di semplici suppellettili e vasellame di uso quotidiano. Dalla semplice terracotta, manufatti di argilla senza rivestimento, alle maioliche coperte di smalto fino alle preziose porcellane decorate con vernici, i risultati della ceramica sono stati spesso sorprendenti ed hanno portato ad altissime forme di creazioni artistiche nel corso dei secoli.

Dove si produce artigianalmente

In Italia la lavorazione della ceramica si sviluppa e perfeziona nel Rinascimento. A Faenza si produce la maiolica chiamata anche “faenza smaltata” ossia una ceramica dotata di un rivestimento vetroso opacizzato con l’ossido di stagno. Questo prodotto che si perfeziona e va raffinandosi nel tempo, sia nei cromatismi che nelle decorazioni, raggiunge l’apice nel Cinquecento. A Capodimonte, vicino Napoli, oltre al Palazzo Reale dei Borbone, venne costruita intorno al 1737 una fabbrica di porcellane per volere di Carlo III. Gli oggetti, realizzati con una pasta tenera, erano contrassegnati dal colore grigio azzurro e raggiunsero una forma artistica elegante e raffinata. Il marchio, con il trasferimento dello stabilimento a Napoli, venne aggiunto di una lettera N incoronata, ma questo chiuse nei primi dell’ottocento, lasciando alle maestranze il compito di continuare la produzione in modo autonomo.
Caltagirone, in Sicilia, produce ceramica fin dall’antichità. Molto forte, per lo sviluppo di questa tecnica, e’ stata l’ influenza araba come si evince anche dall’origine del nome della città: Qal’ at al Ghiran, ossia Rocca dei Vasi.
Caltagirone è famosa per l’ uso dei colori smaltati, il verde, il giallo, il blu e le decorazioni con paesaggi ed animali, ma chiunque l’abbia visitata non può non aver ammirato l’ uso delle maioliche, di forte impatto visivo, nelle decorazioni delle pavimentazioni ed in architettura.
A Vietri sul mare, in provincia di Salerno, la tecnica trova ispirazione dai soggetti sacri. Le mattonelle votive della religiosità popolare abbelliscono l’ intero paese, mentre gli oggetti d’uso quotidiano sono ancora oggi decorati con motivi del mondo pastorale e con tinte calde. Fiore all’occhiello sono le piastrelle per pavimentazioni e pareti dette riggiole, rigorosamente fatte a mano.

Il distretto industriale italiano: Sassuolo

Conosciuto anche come “comprensorio della ceramica“, l’ area di Sassuolo si estende tra Modena e Reggio Emilia. Le origini dell’industria delle piastrelle nell’area di Sassuolo vengono fatte risalire al XIII secolo. Le prime produzioni sono tuttavia dell’inizio del XX secolo. Lo sviluppo del distretto prende slancio nel secondo dopoguerra in modo vertiginoso, sostenuto soprattutto da una domanda interna molto elevata che scaturisce dalla grande espansione dell’industria edilizia italiana. Qui che si colloca il “cuore” del settore della meccano-ceramica, leader mondiale del proprio comparto, anche se oggi la crisi ha portato ad una notevole contrazione della produttività di quest’ area. La ceramica italiana però, che affonda la sua eccellenza in una lunghissima storia artigianale, resta sempre la più richiesta da tutti quei mercati che ricercano prodotti di grande valore, raffinatezza ed elevata qualità pari a piccole opere d’ arte, che da sempre contraddistinguono il saper fare italiano.

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