A leggerla così sembra l’inizio della narrazione di una lunga storia di passione inserita nella magica cornice della suggestiva Ferrara, Patrimonio Unesco, uno di quei luoghi che si vorrebbero sempre visitare, ma per il quale non si trova mai il tempo.
Non è questa la storia.
La coppia ferrarese non è altro che un pane. Uno tra i migliori pani tipici italiani, un pane artigianale per l’esattezza. Uno di quelli che a prima vista non appassiona neanche un pò, perché da l’idea che non sappia raccogliere i gusti nel piatto. Ma non è così.
La “ciopa” o “ciupeta” come viene chiamata nella zona di Ferrara è un pane delicato, croccante, fragrante e gustosissimo, che viene preparato con farina di grano tenero tipo “0” di ottima qualità, strutto, olio extra vergine d’oliva, lievito naturale, sale marino, acqua,  malto, e senza aggiunta di additivi chimici.
E’ il pane che identifica Ferrara e ne racconta la storia dei fasti dei  banchetti rinascimentali. E sarà forse per questo, che la forma della coppia ferrarese non è scontata come quella di molti altri pani, ma raffinata ed elaborata.
Sono due parti di pasta unite a formare il caratteristico ventaglio a quattro punte costituito da due nastri, e celebrano una città che è un piccolo gioiello storico ed architettonico, una Ferrara a misura d’uomo, dai ritmi lenti, elegante e dagli scorci incantatati, soprattutto al calar della sera.

La coppia ferrarese: l’ossessione degli Estensi per il pane

Chiariamo subito un punto. La coppia ferrarese è un pane caro. La lavorazione artigianale richiede un tempo di panificazione molto alto ed incide sul prezzo finale, ma forse si paga anche il fascino di una tradizione gastronomica rimasta immutata per secoli, la cottura nel forno a legna e tantissima qualità.
I Duchi di Ferrara, hanno sempre esercitato un forte controllo sulla produzione del pane. Potremmo affermare che gli Estensi ne erano quasi ossessionati, tanto da fissare regole precise sul confezionamento già dal 1287.
Questa disciplinare”ante litteram” stabiliva le regole della produzione della coppia ferrarese in modo ferreo. Doveva avere i famosi “orletti”, ossai le punte decorative, essere ben cotta, avere un certo peso specifico  e una volta sfornata vi andava apposto il sigillo del forno per essere poi coperta con un drappo bianco.
Dei veri maniaci anche dell’igiene gli Estensi, tanto da stabilire che i forni non dovessero trovarsi nelle vie più trafficate per evitare al pane di impolverarsi.
La prima testimonianza storica  di un pane ferrarese simile alla coppia si ha grazie Cristoforo da Messisbugo, il quale in un trattato di cucina rinascimentale afferma che in occasione del Carnevale del 1536, durante un banchetto, venne offerto al Duca d’Este un “ pane ritorto .
Ma nel tempo la ricetta della coppia ferrarese, quello che era un pane da principi, si è tramandata da madre in figlia sino ai giorni nostri.

La coppia ferrarese: gusto senza tempo

Passato il tempo dei fasti delle corti rinascimentali, dei sontuosi banchetti di Lucrezia Borgia, Signora della città, il pane ferrarese continua ad essere sgranocchiato all’ombra del possente Castello Estense.
Preparata sempre nello stesso modo da secoli,  decisamente ricca di sapore, croccante e con poca mollica, la coppia ferrarese può essere consumata da sola, magari con un filo d’olio ed ha il potere il favorire l’appetito, ma si accompagna anche a tutti i piatti tipici di Ferrara. Per chi non teme  il colesterolo e i trigliceridi, la coppia ferrarese va incocciata nella “salama da sugo“, un altro regalo della cucina degli Estensi. Un altro capolavoro culinario.

Fonti:http://www.agenziadanilo.it/images/00135/coppia-ferrarese-igp__custom__large.jpg

Pin It