La cucina lombarda è opulenta, sfiziosa e grassa ed a buona ragione si può definire la cucina del burro e del lardo, condimenti in grado di conferire un gusto unico ad ogni pietanza, ma  poco apprezzati dai nutrizionisti di tutto il mondo.
Le motivazioni di questa struttura culinaria vanno ricercate nella geografia, nel clima e nella storia, ma malgrado questi aspetti, non si può parlare di un’unica cucina regionale lombarda: ogni provincia ha infatti maturato tradizioni culinarie molto diverse tra loro, saldamente “mantecate” da un unico comun denominatore: le grandi eccellenze agroalimentari della Lombardia.
L’agricoltura e l’allevamento sono da sempre il fiore all’occhiello di questa regione ed è da qui che si sviluppa e prende forma, come è inevitabile che sia, la tradizione gastronomica lombarda.

La cucina lombarda: sulla tavola solo eccellenze

La cucina lombarda è una cucina contadina, semplice e robusta. I primi piatti sono famosi per l’utilizzo di riso e polenta, che fece la sua comparsa nel XVI secolo in un periodo di pestilenza e carestia, come un piatto economico, ma in grado di saziare.
Il riso, invece, introdotto nelle dieta alimentare a partire dal XV secolo, in seguito alle bonifiche viscontee e sforzesche, divenne la base della ricetta simbolo di Milano: il risotto allo zafferano. A Pavia, secondo un ‘antica ricetta dei frati, si consuma il risotto alla certosina, con gamberi, funghi e piselli.
Specialità tipiche di Mantova sono il riso e trigoli, castagne d’acqua che crescono nei laghi prospicienti la città; il riso alla pilota con salamella e grana; gli agnoli ripieni, cioè ravioli ripieni di cappone, cannella, formaggio e chiodi di garofano e i ravioli mantovani ripieni di amaretti e zucca.
La cucina lombarda celebra la polenta taragna, di cui Bergamo è la patria. Preparata con una miscela di mais e grano saraceno, viene servita con gli uccelli o formaggio, ma la specialità più apprezzata sono senza dubbio i casoncelli, pasta ripiena di spinaci, uova, amaretti, formaggio e mollica di pane.
Della Valtellina arrivano i pizzoccheri, tagliatelle di farina con grano saraceno, cotti con patate, verze, porri ed altre verdure e infornati con formaggio Bitto e Scemut. Di Cremona invece sono i marubini, ravioli con il pieno di pangrattato, grana padano e uova, serviti con burro e formaggio o in brodo

La cucina lombarda: carne e formaggi dop

La cucina lombarda ha eletto Milano come la patria di stufati e bolliti ma sulla tavola la specialità è rappresentata dall’ossobuco, dalla cotoletta alla milanese, di origine viennese, come anche il pane tipico della città meneghina, la famosa michetta. Di derivazione spagnola, i mondeghili sono polpettine fritte di carne trita, uova e pane, arricchite da salame o mortadella che, insieme con la cassuola hanno ottenuto il marchio De. Co. (Denominazione Comunale).
A Mantova si consumano le mariconde, polpettine di formaggio, pangrattato ed uovo servite in brodo, mentre la provincia di Cremona ha dato i natali alla tradizione del cotechino, l’insaccato di maiale comprensivo delle parti più grasse dell’animale e considerato un piatto povero e di recupero, divenuto poi una grande specialità e servito con lenticchie o alla vaniglia.
Sempre di matrice contadina e invernale è la famosa Cassoeula, a base di maiale e verza. Una menzione d’onore si deve fare alla bresaola della Valtellina Igp , un salume magro e leggero presente sulle tavole come antipasto o secondo piatto.
Nella cucina lombarda abbondano i formaggi, oggi apprezzati in tutto il mondo. Gorgonzola DOP, Quartirolo DOP, Robiola, Taleggio della Valsassina DOP, Bitto della Valtellina, Stracchino, Grana di Lodi, e il Mascarpone, formaggio cremoso che si presta anche come dolce al cucchiaio o base per la pasticceria.

I dolci lombardi: dolcezza con semplicità

La cucina lombarda celebra la sua arte pasticceria nel Panettone, erede dei pandolci dell’antichità e dei panspeziali del Medioevo; di origine mantovana la Torta Sbrisolona, a base di farina bianca, gialla, zucchero e burro, cosi chiamata per la sua tendenza sbriciolarsi; gli Amaretti di Saronno; la Crema Lodigiana, a base di mascarpone, uova, zucchero e liquore, servita al cucchiaio e accompagnata da biscotti secchi e altri dolci e per finire la torta di latte, tipica della Brianza, un dolce ad impasto molle, a base di pane, latte, amaretti, pinoli, uvetta, zucchero e cacao.

Fonti: http://blog.wonderfulmilan.info/2014/11/12/i-pizzoccheri-della-valtellina/

http://pentolefornelli.blogspot.it/2012/04/mariconde.html

http://www.ricettaidea.it/ricette-regionali/lombardia/cotolette-alla-milanese.htm

http://ilpastificiodelborgo.it/casoncelli-alla-bergamasca/

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