Ha origini contadine e popolari la cucina toscana. Piatti semplici, che ricordano tempi di ristrettezze e miseria, ma anche i fasti dei banchetti delle corti rinascimentali. La tradizione gastronomica toscana e’ questo: un sunto tra consuetudini, storia, reperibilità delle materie prime e stagionalità, con un risultato che avvolge il palato.
Sapori forti, decisi e persistenti, dove gli ingredienti si esaltano l’un l’altro, legati, amalgamati, stretti assieme come un verso di Dante. La cucina toscana non annoia mai nella sua essenzialità, forse perché cucina di terra, forte e strutturata o forse perché trova le sue origini in tempi lontanissimi, e si sa’ il fascino del passato è unico.

I segreti della cucina Toscana

I progenitori della tradizione gastronomica toscana furono gli Etruschi, dai quali deriva il retaggio al largo consumo di cerali e legumi in tutta la regione. Intorno al 1300, tempo di crociate, signorotti e signorie, la cucina toscana comincia pero’ a mostrare un aspetto più trionfale. Accanto alla piatti poveri della classi meno abbienti, nei convivi dei potenti si sperimentano nuovi sapori con intingoli e spezie, che accompagnano timballi, carni e selvaggina, banchetti luculliani che nel Rinascimento diventeranno espressione della cultura di corte, grazie e soprattutto a nuovi alimenti provenienti dalle Americhe, come il pomodoro e la cioccolata.
E Caterina de’ Medici, andata in sposa a Enrico d’Orleans, introdurrà a Parigi gli usi e costumi di Firenze esportando in Francia molti piatti toscani, arricchiti di qualche variante. La salsa fatta con la farina diverrà “béchamel”, la pasta sfoglia salata “crêpe à la Florentine”, l’anatra con l’arancia “canard à l’orange” e la popolare zuppa di cipolla, migliorata e raffinata, che diverrà una delle più famose ricette francesi, verrà tradotta in “soupe à l’oignon”. Alla fine del 1700 tuttavia la cucina toscana recupera semplicità e sobrietà, prodotti stagionali lavorati con maestria, che resteranno poi segni distintivi dei piatti tipici toscani.

La cucina Toscana: i piatti tipici

Ricca, ma poco elaborata, nutriente, a volte grassa, ma gustosissima, la cucina toscana ha due denominatori comuni: l’olio ed il pane, che esaltano ed accompagnano ogni pietanza.
In Toscana il pane viene impastato insipido e un tempo sostituiva addirittura la pasta, scarsamente usata nella regione, fatta eccezione per i “pici” senesi o le “pappardelle alla lepre” d’origine aretina.
È con il pane raffermo che si prepara infatti la ribollita, la zuppa di cipolle, la bruschetta con i fegatini di pollo o con il Lardo di Colonnata, la panzanella, la minestra di cavolo nero e la pappa al pomodoro. Perché non sprecare è il valore assoluto della cucina toscana.
La Cinta Senese per i salumi, la Chianina e la Maremmana per tenere costate, interiora di manzo per trippa alla Fiorentina e lampredotto e tanta selvaggina, indicano che le specialità tipiche toscane sono le carni e con il cinghiale e la lepre si preparano secondi in umido di grande sapore, o ragù da accompagnare alla pasta fresca.
La Toscana è una regione che ha anche una  grande tradizione di prodotti caseari.
Molti dei formaggi toscani sembrano essere stati creati per abbinarsi ai due vini rossi più importanti della regione, il Brunello ed il Chianti che sposano il Pecorino Toscano DOP, il Pecorino di Pienza, i Caprini dell’ Alta Maremma o il Guttus, una sorta di gorgonzola fatto con latte di pecora. Per i dolci la storia della pasticceria toscana e’ legata alle festività. Panforte, Castagnaccio, Cantucci e Ricciarelli chiudono le portate, accompagnati spesso dall’ Aleatico Passito dell’ Elba, un vino dal colore rosso rubino, dolce, armonico e ricco di corpo, non rimane che augurarvi buon appetito.

Fonti: http://www.osteriadalloste.it/menu.php, http://www.piaceredelgusto.com/pappa-al-pomodoro-col-bimby

 

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