La Foresta di Paneveggio, conosciuta anche come Foresta dei Violini, è un’area naturale protetta del Trentino, definita Parco Naturale Paneveggio-Pale di San Martino e situata tra la Val di Fiemme e il Passo Rolle, incoronata dalle meravigliose Pale di San Martino, gruppo dolomitico, Patrimonio Unesco.
E’ una zona di una bellezza straordinaria, dove la natura generosa e maestosa, regala ai visitatori paesaggi di una perfezione assoluta. Qui tra sfondi di guglie di dolomia, contrafforti, picchi, altopiani e vallate, ciò che cattura l’attenzione è la immensa distesa dai contorni indefiniti, di abeti rossi della Foresta di Paneveggio, un’ immenso tappeto di conifere con stupendi esemplari, anche plurisecolari, che raggiungono e superano i 40 metri.

La Foresta di Paneveggio: una maestosa cassa di risonanza

La notorietà di quello che ora viene definito Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino è legata da quattro secoli ai suoi alberi di abete rosso, dai cui tronchi si ricava il legno che prende nome di “legno di risonanza”, con cui vengono realizzate le tavole armoniche di violini, viole, violoncelli ed altri strumenti ad arco.
Solo però l’1% del legname prodotto dagli abeti rossi della Foresta di Paneveggio viene impiegato a questo scopo. Gli alberi migliori per la produzione del legno di risonanza devono infatti avere caratteristiche molto particolari con esposizione nord e nord-est su terreni non scoscesi, assenza di imperfezioni, fusti cilindrici e rettilinei e anelli di accrescimento annuali molto sottili e regolari. Tutte peculiarità che l’abete di risonanza non sviluppa prima dei 150 anni di vita. Le straordinarie qualità acustiche degli alberi della Foresta di Paneveggio sono legate pertanto a doppio filo alla storia della musica europea ed in particolare alla liuteria cremonese. I grandi liutai italiani del ‘600 e del ‘700, infatti, primi tra tutti Antonio Stradivari e Nicolò Amati, realizzarono con questi abeti di risonanza i loro strumenti, in un’epoca particolarmente ottimale per ragioni climatiche alla produzione di legni compatti ed elastici. Tra il 1645 e il 1715 l’Europa continentale venne infatti investita da una piccola era glaciale, conosciuta come “Minimo di Maunderm”, con un importante ed eccezionale crollo delle temperature, che ridusse la velocità di accrescimento degli abeti rossi a favore della formazione di un legname dalle straordinarie capacità di risonanza, cosa che non si sarebbe più ripetuta negli anni a venire.
Tra storia e leggenda si narra che Stradivari, sfruttando questa anomalia climatica, che custodirebbe il segreto della fabbricazione dei sui famosi violini, si recasse anche in inverno nella Foresta di Paneveggio, per scegliere i tronchi di abete rosso da utilizzare per la realizzazione del suo ineguagliabile strumento musicale.

La Foresta di Paneveggio: concerti immersi nella natura

Oggi il commercio degli abeti rossi della Foresta di Paneggio è limitato e di nicchia. Il legname viene esportato in Giappone, dove sono maestri nella costruzione di tavole armoniche ed ancora impiegato dai liutai cremonesi e per la realizzazione dei pianoforti di Tesero. Malgrado ciò, ogni anno l’Ente Parco rende omaggio agli alberi ed alla musica con un ciclo di concerti immersi nella natura. Sono eventi di straordinaria suggestione che ospitano musicisti ed artisti di fama internazionale ai quali, con lodevole consuetudine, vengono intitolati i famosi alberi di abete rosso. Il suono inconfondibile della bellezza della natura.

Fonti: discovertheotheritaly.com/public/files/Foresta-di-Paneveggio-Passo-Rolle-Trento-321-km-by-car-to-expo- 2015-1622×1080.jpg

http://www.albergomargherita.it/images/content/1108600_62835_2_C_1280_720_1812_273475154/il-parco-naturale-foto-marcello-soffiati.jpg

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