La Legionella torna prepotentemente alla ribalta dopo i casi di contagio mortale avvenuti a Parma, ma questo batterio è sconosciuto a gran parte della popolazione.
Eppure la Legionella è uno dei principali problemi per la Sanità Pubblica, non solo italiana, ma anche mondiale, tanto che è sottoposta a sorveglianza speciale da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. La “malattia del legionario” è un’infezione polmonare causata dal batterio “Legionella pneumophila” del quale sono state identificate quasi 50 specie diverse e più di 70 ceppi.
Il termine latineggiante venne coniato nel 1976, dopo che un’epidemia si diffuse tra i partecipanti di ex combattenti della guerra in Vietnam (i famosi legionari appunto) a Philadelphia. In quell’occasione, 221 persone contrassero questa forma di polmonite precedentemente non conosciuta, e 34 morirono.

La Legionella: tutto quello che è importante sapere

Dove si trova la legionella? Il batterio prolifera nell’acqua, fiumi, laghi, pozzi e acque termali, in ambienti caldi o tiepidi tra i 25 e i 42 °C. Si annida quindi in sistemi di tubazione, umidificatori, condizionatori e colonne di raffreddamento. La cattiva manutenzione di questi, con accumuli di sedimenti organici o ruggini, facilitano l’insediamento dei batteri.
Ma come si contrae la Legionella? L’infezione non si trasmette da persona a persona e non si contrae bevendo acqua contaminata, ma viene trasmessa da flussi di aerosol, ossia goccioline finissime. Ci si ammala respirando acqua infetta.
I luoghi più a rischio sono gli ospedali, gli alberghi, le cliniche, le caserme, i campeggi, gli impianti termali, le spa e wellness, le scuole e gli impianti sportivi, ma anche le fontane e le cascate articiali fino alle torri di raffreddamento di industrie o aziende.
I sintomi della legionella – che si presenta sotto forma di polmonite, ma non è facilmente distinguibile da altre forme batteriche di polmonite – sono febbre, brividi, tosse secca o grassa, sintomi neurologici, gastrointestinali, cardiaci, inappetenza e dolori al torace.
L’età avanzata, le patologie cronico degenerative, il fumo e l’immunodeficenza rappresentano un fattore di rischio elevato e soggetti con questi caratteristiche sono più esposti al contagio dell’infezione. Il periodo di incubazione della legionella varia tra i 2 e i 10 giorni e la terapia si basa sul trattamento con antibiotici oltre alle normali misure di supporto respiratorio o sistemico.
La malattia, specie se diagnosticata tardi, o insorta in soggetti molto deboli, può portare al decesso.

La Legionella: come si evita il contagio

La legionellosi è una malattia mortale ed epidemica. La proliferazione di questo batterio è legata a stagnazione. La prevenzione è quindi basilare. Una corretta progettazione e realizzazione e manutenzione  delle reti idriche è indispensabile.
La pulizia completa di serbatoi, rubinetteria e delle docce può inoltre ridurre drasticamente il rischio di legionella.
Per contrastare i batteri dell’acqua e la loro diffusione negli impianti, tutta la rete idrica italiana è soggetta ciclicamente a trattamenti di disinfezione, i quali mirano ad eliminare, o a limitare la presenza della legionella.
I più efficaci ed utilizzati sono i trattamenti chimici come clorazione e i battericidi di sintesi.
In molte strutture private come aziende, industrie, centri sportivi o termali viene usato l’ozono o acqua ossigenata catalizzata, ma esistono anche altri processi di disinfezione  come la filtrazione ed il trattamento a raggi ultravioletti . Resta il consiglio semplice ma efficace di far defluire l’acqua degli impianti idrico sanitari, come soffioni da doccia o rubinetti,  prima di farne uso.

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