La Leishmaniosi è una malattia infettiva che colpisce prevalentemente i mammiferi, in particolare uomo e cane.
Il parassita individuato con il nome di Leishmania Infantum, è un protozoo che viene trasmesso attraverso la puntura di piccoli insetti, i flebotomi, meglio conosciuti con il nome di pappatacei, molto attivi nel periodo della primavera e dell’estate, soprattutto nelle zone verdi.
Si tratta di una patologia seria che non andrebbe mai sottovalutata. La leishmaniosi, infatti, è una zoonosi, ossia una malattia che può essere trasmessa dall’animale all’uomo e che viene costantemente monitorata dal Servizio Sanitario Nazionale italiano.
Nel nostro paese, infatti, negli ultimi anni si è registrata una recrudescenza della Leishmaniosi anche in zone dove non si evidenziava da tempo, con molti focolai particolarmente virulenti anche nel nord Italia. Le zone endemiche della Leishmaniosi erano un tempo circoscritte al sud, in particolare in Puglia, ma le variazioni climatiche e l’incremento esponenziale del trasporto di animali e persone sul territorio nazionale, ne ha nuovamente permesso la rapida diffusione.
È una malattia cronica, particolarmente grave, che provoca al cane danni progressivi, mentre nell’uomo si divide in due tipi: Leishmania cutanea o Leishmania viscerale.

La leishmaniosi: conoscerla per difendere il nostro cane

La Leishmaniosi canina è molto diffusa ed è una malattia particolarmente subdola in quanto può rimanere silente per diverso tempo: il tempo di incubazione della Leishmaniosi, infatti, può variare dai 6 mesi a diversi anni e malgrado colpisca cani di età superiore ai 12 mesi, l’infezione può essere anche trasmessa al cucciolo per via transplacentare e la risposta alla malattia, soprattutto nei soggetti adulti, dipende principalmente dalle difese immunitarie del cane.
La diagnosi di Leishmaniosi, specialmente se il cane non vive in zone ritenute ad alto rischio, non è sempre facile e bisogna prestare attenzione ad una serie di segnali. I sintomi della Leishmaniosi, infatti, sono tantissimi e non sempre si manifestano contemporaneamente, ma negli esemplari più fragili il parassita si diffonde rapidamente all’interno del corpo, raggiungendo i linfonodi, il midollo osseo e la milza.
I segnali da infezione da Leishmaniosi nel cane, vanno identificati con la perdita di peso, mancanza di appetito, lesioni cutanee ed oculari, zoppia, diarrea, insufficienza renale, aumento del volume dei linfonodi, anemia, alopecia, dolori articolari, uveite, noduli cutanei e splenomegalia, ossia l’aumento del volume della milza. La Leishmaniosi canina è una malattia cronica – che viene diagnostica attraverso dei semplici esami del sangue – dalla quale l’animale, una volta contratta, non può guarire definitivamente e le cure che si prescrivono sono la somministrazione di uno o più farmaci, per tutta la durata della sua esistenza e che garantiscono una buona qualità della vita.
Dal 2012 è disponibile un vaccino per Leishmaniosi, iniettabile solo su soggetti sani, non garantito al 100%, ma utile per potenziare la resistenza dei cani nei confronti della malattia e somministrabile solo da veterinari.

Leishmaniosi: qualche consiglio per prevenirla

La profilassi per la Leishmaniosi passa innanzitutto attraverso l’uso di prodotti repellenti specifici, indicati per proteggere dalla puntura dei flebotomi. Sono i famosi collari antiparassitari, in vendita anche in forma di spot-on e spray che oltre a prevenire le infestazioni da pulci, zecche e pidocchi hanno un effetto repellente nei confronti di zanzare e flebotomi, grazie alla presenza nella loro formulazione di piretrine e i più efficaci e diffusi sono Scalibor e Seresto fra i collari ed Advantix fra gli spot-on
Andrebbero anche limitate le passeggiate nel verde nelle ore serali, quando i pappataci sono più attivi, e ricordarsi di far dormire il cane in casa.
In Italia le regioni a rischio Leishmanosi sono la Puglia, la Sicilia, il Lazio, la Toscana, la Sardegna e tutte le fasce costiere del paese del centro sud, ma focolai endemici sono stati registrati anche in Piemonte (Casale, Torino e Ivrea), Valle d’Aosta, Veneto (intorno al lago di Garda soprattutto), Lombardia (Pavia, Lodi, Cremona), Trentino ed Emilia Romagna, soprattutto nelle colline intorno a Bologna, dove nella Valsamoggia, si sono registrati anche decessi tra la popolazione. Va ricordato però che il cane infetto non può ASSOLUTAMENTE trasmettere la malattia all’essere umano. Nessuno allarmismo quindi. Si può continuare ad abbracciare Fido con tranquillità. Il vero nemico sono i flebotomi.

Fonti: http://www.ambulatoriocontridezen.it/2016/03/18/leishmaniosi/

 

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