La liuteria cremonese è conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo. Una Scuola Internazionale di Liuteria, un museo dedicato al violino, la casa nuziale di Antonio Stradivari, identificano immediatamente Cremona come la città della liuteria, tanto che “il saper fare tradizionale del violino a Cremona”, nel 2012, è stato inserito dall’UNESCO nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Nota anche per il prelibato torrone, per lo splendido duomo, e per aver dato i natali a musicisti del calibro di Claudio Monteverdi e Amilcare Ponchielli, Cremona è il cuore pulsante della liuteria, un’eccezionale arte artigiana, il cui periodo di maggior splendore si estende tra il 1500 e il 1770.

La liuteria cremonese: artisti artigiani del legno

La liuteria cremonese trova il suo capostipite nella figura di Andrea Amati, la cui data di nascita sebbene non certa, è da collocare intorno al 1505. Dai documenti che è possibile reperire emerge che già in questo periodo esisteva a Cremona una importante tradizione di falegnameria e di intaglio che costituì la premessa per lo sviluppo della scuola di liuteria. Più famosi del capostipite Andrea furono però i suoi due figli, Antonio e Girolamo e in particolare il nipote Nicola, figlio di Girolamo, che nel Seicento apportò al violino numerose ed importanti modifiche anche dal punto di vista dell’eleganza. Nicola Amati fu anche il maestro del famosissimo Antonio Stradivari i cui strumenti sono tuttora usati dai più importanti violinisti mondiali. Altro famoso allievo di Nicola Amati fu Andrea Guarnieri che divenne capostipite di un’altra importante famiglia di liutai di Cremona, il cui esponente più noto fu Giuseppe Guarnieri detto ”del Gesù”, così chiamato per la sigla IHS che apponeva all’interno degli strumenti da lui costruiti. Ognuna di queste importanti scuole formò liutai non solo di Cremona ma anche di altre città italiane e addirittura stranieri, che a loro volta furono iniziatori di altre scuole per liutai nei loro paesi di origine. Dal 1770, le botteghe di liuteria a Cremona scompaiono rapidamente, probabilmente perché, a differenza degli altri artigiani, i liutai, gelosi di conservare i propri segreti all’interno delle famiglie-botteghe, non si erano riuniti in corporazione. Il lavoro dei grandi maestri rischiava di essere in gran parte perduto, ma fortunatamente il collezionismo compensò in parte la perdita della capacità artigianale. Gli strumenti, ma anche le tecniche e le conoscenze delle grandi famiglie liutaie, Amati, Bergonzi, Guarnieri e in particolare Stradivari, furono ricercate sempre di più da musicisti e anche da commercianti. Approfittando dell’interesse, Paolo Stradivari, figlio di Antonio e suo erede, vendette nel 1775 il patrimonio della bottega del padre ad un famosissimo collezionista, il conte Ignazio Cozio di Salabue, che curò nel migliore dei modi il prezioso materiale. I suoi eredi non furono altrettanto lungimiranti e nel 1920 rivendettero il prezioso patrimonio al liutaio bolognese Giuseppe Fiorini che oltre a conservarlo con amore, lo studiò per applicare e tramandarne le tecniche costruttive.

La liuteria oggi: scuola e museo

Oggi la liuteria cremonese è salva e la sua attività florida. Dal 1938 è attiva a Cremona una scuola unica nel suo genere, la Scuola Internazionale di Liuteria che opera per creare un centro di alta qualificazione nel campo della costruzione degli strumenti ad arco, nella tradizione della antica scuola cremonese. La Scuola ospita sia studenti provenienti dalle scuole secondarie di primo grado, sia allievi italiani e stranieri già in possesso di un titolo di studio superiore, come diploma o laurea, e coniuga insegnamento teorico e pratico, grazie alla presenza di importanti maestri liutai che, nei cinque anni di corso, trasmettono agli allievi le tecniche e i segreti del mestiere.
Il museo del violino fu inaugurato nel 1947 e comprende dieci sale in cui è possibile scoprire cinque secoli di storia del violino a Cremona. Dalla prima sala, che ospita cinque antichi strumenti precursori del violino, fedelmente ricostruiti dalla scuola di liuteria, si giunge all’ultima in cui un podio racconta le biografie dei liutai professionisti italiani, mentre sulle pareti è presente un omaggio particolare a quelli attivi in città. Nel percorso si passa attraverso la sala detta “scrigno dei Tesori” che espone preziosi strumenti creati delle famiglie Amati, Guarnieri, Ruggeri e Stradivari – tra cui il noto violino “Il Cremonese” – che appartengono alla collezione del Comune di Cremona e alla fondazione “Walter Stauffer”.

Fonti: http://ilviolino.altervista.org/ilviolinodicremona/sites/default/files/IMG_0034.jpg

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