L’imponente monte Epomeneo, un vulcano che risale a 130.00 anni fa, domina Ischia, isola famosa per il mare, le terme, i sentieri panoramici, la gastronomia e la lavorazione artigianale della rafia. Prima che il turismo, termale e non, diventasse la maggior fonte di reddito di Ischia, la pesca, l’agricoltura e l’artigianato erano i cardini dell’economia locale, e quest’ultimo era, ed è tuttora, particolarmente famoso per gli oggetti creati con una poco nota fibra vegetale, la rafia appunto.
La fibra di rafia si ricava dalle grandi foglie di alcune palme originarie dell’Africa tropicale, ha un aspetto simile alla paglia e si può usare naturale oppure verniciata e laccata, modalità, questa ultima, che conferisce alla rafia colori brillanti e vivaci e dà anche maggiore resistenza alla fibra. Ne esiste anche una versione sintetica, ricavata dal poliammide oppure da derivati dalla viscosa, di cui non ci occupiamo, poiché della rafia autentica ha solo il nome.

La rafia: una fibra cruelty free

Essendo un materiale vegetale, possiamo essere sicuri che gli oggetti in rafia siano cruelty free, ovvero non abbiano causato sofferenze agli animali. Cesti, cappelli, stuoie, cinture, tende, ventagli, borse, tovaglie sono create a Ischia dagli artigiani locali fino dall’Ottocento, con tecniche tramandate da madre in figlia, poiché un tempo erano le donne ad occuparsi di queste attività economiche in cui la creatività era molto importante. La lavorazione della rafia a Ischia e l’ineguagliabile  arte dell’intreccio raggiunsero lo splendore negli anni Cinquanta quando, abbandonata la lavorazione della paglia, gli artigiani dell’isola incominciarono ad utilizzare la rafia, una novità per l’epoca che si diffuse velocemente in tutta l’isola e, in breve tempo, richiamò l’attenzione di tante signore, italiane e straniere, che ambivano sfoggiare gli splendidi cappelli e borsette, che oggi sono diventati ambitissimi accessori vintage.

La rafia: cappelli, borse  e una lunga tradizione artigiana

Il turista che va a Ischia, fra i giorni spesi  sotto l’ombrellone, e quelli passati alle terme, famose come luogo di cura sin dall’antichità e oggi evolute in una moderna e confortevole spa, può avventurarsi alla ricerca di questi bellissimi oggetti in rafia, sempre alla moda, e tornare a casa sfoggiando un prezioso cappello, un’importante borsetta o anche una semplice decorazione per la casa.
Affascinante è la ricerca delle antiche botteghe, come quella di Antonio Monti, attiva ininterrottamente da1865, e altre, localizzate soprattutto a Lacco Ameno e Forio, comune il cui centro storico, con i suoi palazzi nobiliari, le tipiche viuzze, gli atelier dei pittori locali, le minuscole botteghe artigiane, le chiese ricche di storia e di arte, vale da solo la visita.
Con un po’ di fortuna è anche possibile osservare gli artigiani al lavoro e magari trarre ispirazione per un nuovo hobby che si può coltivare anche nei ritagli di tempo libero. Intrecciare la rafia per creare semplici oggetti, non è attività difficile ma dà grandi soddisfazioni.
Non bisogna pretendere di arrivare alla perfezione degli artigiani dell’isola, gelosi dei loro segreti, ma con un po’ di pazienza e qualche gomitolo di rafia, sempre e solamente naturale, che si può acquistare in numerosi colori per 3-6 euro a gomitolo, ognuno può creare gradevoli oggetti dalle tinte vivaci e brillanti come il sole e il mare di Ischia.

Fonti: http://www.montiartigianato.it/

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