La cravatta, accessorio maschile per eccellenza, simbolo di un’ eleganza senza tempo, strumento di seduzione e oggetto di culto. La vera regina indiscussa dell’ abbigliamento maschile ha una storia poco nota, ma molto affascinante, di cui ancora non si conoscono bene i dettagli. Di certo quella della cravatta è una storia di radici antichissime, e sono state numerose le fasi che questo accessorio ha vissuto prima di prendere la sua forma definitiva, quella che tutti oggi conosciamo. Ma partiamo dagli inizi e facciamo un salto di un paio secoli, lì dove alcuni storici della moda fanno affondare le origini della cravatta.

Le origini militari della cravatta

Gli storici della moda concordano che la storia della cravatta nasca proprio in un contesto militare. Nel 1974 in Cina è stato ritrovato un gruppo di statuine che rappresentano soldati cinesi vissuti più di mille anni fa, ognuno di questi con un panno di stoffa avvolto al collo. Si tratta dell’armata del primo imperatore della Cina, Qin Shih Huang. Gli studiosi ritengono che queste cravatte potrebbero essere state utilizzate come emblema distintivo d’onore per questo esercito tanto prestigioso, proprio perché non esistono altre rappresentazioni di soldati cinesi con indosso lo stesso vezzo.
Anche nella Colonna Traiana troviamo rappresentati soldati con un panno legato al collo che scende lungo il petto. Ancora una volta, come per le statue cinesi, non vi è alcuna traccia storica di altri soldati romani che indossano “cravatte” in quello specifico momento storico. Ecco perché potrebbe essere avvalorata la tesi che anche per i romani quei particolarissimi “prototipi” di cravatta potessero essere riservati soltanto ai soldati più valorosi.
Facendo un salto di qualche secolo giungiamo velocemente al Medioevo, il momento storico in cui il legame tra cravatta e militari si fa evidente per tutti. Durante la guerra dei Trent’ anni, i soldati croati dimostrarono ai loro alleati francesi, quanto fosse più comodo indossare in battaglia un foulard morbido legato al collo, piuttosto che un rigido e poco pratico collettone. È in quest’epoca che ritroviamo l’ etimologia di questo termine così particolare: la parola “Cravatta” sembra sia stata coniata proprio da Luigi XIII, ispirato dalla parola “Croazia”.

La storia della cravatta: da simbolo di valore ad accessorio

Nel Seicento questa “antenata” della cravatta diventa il simbolo di riconoscimento della nobiltà europea, che la esporta anche nelle colonie. Non c’è nobiluomo che non possieda una ricca collezione di cravatte dalle stoffe e dai tessuti più pregiati. La tendenza continua del 1700, quando indossare al collo un foulard è diventato comune tra tutti gli uomini, indipendentemente dal loro status sociale. Verso la fine del secolo non indossare una cravatta significava non essere alla moda.
Nel 1815, l’imperatore francese Napoleone Bonaparte che di solito indossava abiti scuri, sfoggia una cravatta bianca durante la battaglia di Waterloo per onorare il Duca di Wellington. La cravatta entra in una nuova epoca: da questo momento in poi possiamo davvero parlare di cravatta e non più di foulard o fazzoletto. Sfoggiare un nodo fatto a regola d’ arte diventa un’ esigenza, vengono pubblicati numerosi libri sull’argomento, la cravatta è un accessorio indispensabile, simbolo di cultura ed educazione.
Nella seconda metà del 1800, a seguito di innovazioni introdotte dalla rivoluzione industriale anche nel settore tessile, fa la sua apparizione una cravatta più funzionale, più lunga e più stretta. È la “cravatta alla marinara”, ritenuta da tutti la vera antenata della cravatta moderna. In questo stesso periodo la cravatta diventa il simbolo di appartenenza a un gruppo. Furono gli studenti di Oxford per primi ad usare i nastri per capelli piegati in quattro e usarle come cravatte, tutte uguali in riferimento alla scuola di appartenenza.
Fu nel 1924 che la cravatta divenne quella che conosciamo oggi. Jesse Langsdorf, sarto di New York, rivoluziono la moda tagliando il tessuto con un angolo di 45° rispetto al drittofilo, impiegando tre strisce di seta da cucire successivamente. L’ idea venne brevettata ed esportata in tutto il mondo. Da allora, nel corso degli anni la larghezza della cravatta si è ampliata o rimpicciolita, la lunghezza è cresciuta o si accorciata, i colori e disegni sono diventati più vivaci e allegri, ma nonostante questo a distanza, di un secolo, non c’è uomo elegante che non abbia nel suo armadio almeno una cravatta come quelle disegnate da Jesse Langsdorf.

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