Apprezzata in tutto il mondo per la sua bontà e versatilità in cucina non tutti conoscono la storia della mozzarella.
Latticino famoso per le sue alte proprietà nutritive e l’ ottima digeribilità, la mozzarella e’ un formaggio fresco filato a mano tipico della Campania e del sud Italia, che necessita di un consumo immediato per poterne gustare appieno l’ aroma di latte ed il gusto leggermente acidulo.

Qualche informazione: la mozzarella, i suoi ingredienti e curiosita’

Dall’ aspetto bianco e lucente ed una pasta morbida e fibrosa assieme, la mozzarella deve il suo nome all’operazione di mozzatura svolta dai casari per separare dall’ impasto i singoli pezzi, durante la lavorazione artigianale.
Sono tre i tipi di mozzarella conosciuti e la più importante è quella di bufala campana, l’ unica a denominazione D.O.P. ( denominazione di origine protetta), appellativo ricevuto nel 1996. Questa viene realizzata con uso esclusivo di latte di bufala, ha forma globosa ed al taglio rilascia un siero biancastro ricco di fermenti lattici. Viene prodotta in Campania, nel Casertano, nella zona meridionale del Lazio e in provincia di Foggia. La più diffusa sulle tavole e’ la mozzarella fior di latte, di latte vaccino, in versione classica o recentemente light ed ha forme diverse dalla treccia, alle ovoline ai ciliegino.
La Burrata tipica della Murgia, ha forma di sfera e viene realizzata sia con latte di bufala che vaccino. È lavorata a mano con una farcitura della crema di siero e pezzi di pasta filata nel cuore, ha un altissimo contenuto di grassi e prima del confezionamento viene immersa in salamoia per la salatura.

Dal Medioevo ai tempi moderni

I reperti archeologici ed alcune fonti scritte sono difficilmente interpretabili, ma pare che i primi allevamenti di bufale furono introdotti nel Sud Italia dai Greci.
Altri testi storici raccontano che l’ incontro del popolo campano con le bufale e la mozzata, avvenne a seguito della battaglia del Garigliano nel 915 d.C.. I saraceni avrebbero portato con loro dalla Sicilia dalla quale provenivano, alcuni esemplari di bufale. Dopo la battaglia i Longobardi avrebbero ricevuto come “bottino di guerra” questi bovini di cui ignoravano l’esistenza.
Altri attribuiscono l’ avvento di questi animali ai Normanni.
Un documento del XII secolo racconta che i monaci Benedettini di San Lorenzo in Capua erano soliti offrire, in occasione di alcune festività religiose, un pezzo di questo formaggio (definito mozza o provatura) e ciò lascia intuire che tale produzione già esistesse da tempo.
Il più antico documento pero’, sul quale appare il termine completo di “mozzarella”, risale al 1570, redatto da un cuoco, lo Scappi, ingaggiato presso la corte papale. È ipotizzabile che inizialmente, data la sua deperibilità, la mozzarella venisse consumata dalle stesse famiglie che la producevano e considerata pertanto un alimento povero.
Per mantenere più possibile la freschezza e la fragranza del prodotto, fino a qualche decennio fa ancora si usava conservare le mozzarelle non in acqua, ma in fogli di giunco e di mortella e riposte in cassette di castagno.
Con la nascita del Regno d’ Italia e lo sviluppo della rete di comunicazione stradale, i trasporti si velocizzarono e la mozzarella inizio’ a diffondersi oltre i suoi luoghi di origine. Ma è nel XX secolo che la produzione di questo formaggio divenne massiva.

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