Termine decisamente iper utilizzato e voce di rilievo per l’economia nazionale, l’agricoltura biologica, oggi la fa da padrona nella scelta degli alimenti da portare sulle nostre tavole. Ma cosa effettivamente significhi e quale percorso complesso si nasconda dietro questa dicitura non è chiaro a molti.

Spieghiamo cos’è

L’agricoltura biologica è un metodo di produzione, coltivazione ed allevamento che prevede l’esclusivo impiego di sostanze naturali, escludendo pesticidi, diserbanti e concimi di origine chimica ed utilizzando mangimi non trattati.
Agricoltura biologica ha il gravoso onere di sviluppare un modello di produzione che eviti lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, in particolare del suolo, dell’acqua e dell’aria e gli agricoltori biologici utilizzano per questo motivo, solo materiale organico, evitando lo sfruttamento intensivo della terra, attraverso particolari tecniche agricole.

Agricoltura biologica: le coltivazioni

Per le coltivazioni biologiche l’unico fertilizzante ammesso è il letame, a volte compostato da risulte di potature e sfalci di piante o associato a coltivazioni studiate appositamente per nutrire il terreno come la senape od il trifoglio. Per i parassiti si lavora invece in via preventiva operando sempre con la rotazione delle piantagioni. In caso di attacco aggressivo, l’agricoltore biologico può utilizzare farina di roccia, estratti di piante ed insetti che uccidono i parassiti. Anche modificare l’assetto chimico con minerali naturali  si è rivelato un valido aiuto contro i parassiti. In molti casi nelle colture  vengono utilizzati insetti che distruggono le colonie di parassitarie.

Gli allevamenti biologici

Gli animali, nel mondo dell’agricoltura biologica, sono soggetti di grande rispetto e si pone al loro benessere la massima cura, mantenendo sempre spazio disponibile e numero di capi in modo proporzionale e congruo alle necessità degli animali. Questi devono essere alimentati con prodotti o mangimi esclusivamente naturali e biologici, che solitamente vengono prodotti dall’azienda stessa.
L’allevamento degli animali con metodo biologico è strettamente legato alla terra in disposizione dell’allevatore. Il numero dei capi in produzione è infatti in stretta relazione con la superficie disponibile.
È tassativamente vietato l’uso di ormoni, farmaci o altre sostanze atte a favorirne la crescita e lo sviluppo veloce e l’impianto di embrioni per la riproduzione in massa.
Anche il trasporto del bestiame è soggetto a rigide normative: esso dovrà essere svolto nel più breve tempo possibile, così da non affaticare gli animali e la delicata fase della macellazione, dovrà avvenire rapidamente e con tecniche il più possibili non violente e brutali.
I luoghi di ricovero del bestiame, quali stalle, paddock, scuderie, ovili, pollai dovranno essere regolarmente controllate e mantenute in un ambiente igienico corretto, con aree destinate all’isolamento per capi con sospetto di malattie o infezioni o che necessitano di cure veterinarie.
Recentemente, sulla spinta anche di politiche agricole ed ambientali indirizzate verso una riqualifica del patrimonio zootecnico nazionale, gli allevatori biologici tendono ad allevare razze autoctone, che risultano maggiormente integrate al territorio e resistenti a ceppi virali o parassitari.

Agricoltura biologica: la legge

L’agricoltura biologica è un metodo di produzione regolamentato dal punto di vista legislativo a livello comunitario con un primo regolamento, il Regolamento CEE 2092/91, sostituito successivamente dai Reg. CE 834/07 e 889/08 e a livello nazionale con il D.M. 18354/09. Vale la pena ricordare che dal 1 luglio 2012, il logo del biologico e’ obbligatorio su bevande ed alimenti prodotti in Europa con i metodi sopra descritti. Cercate sui prodotti la foglia con le stelle dell’Europa su sfondo verde ed anche voi valorizzare il settore dell’agricoltura biologica dell’UE, la cura della terra e la biodiversità.

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