L’allevamento in malga, o alpeggio, consiste nella stagionale conduzione estiva degli animali in montagna secondo la tipica tradizione alpina. E’  una pratica rimasta immutata nel corso dei secoli, tanto che l’allevamento in malga del bestiame da latte e la produzione di burro e formaggio sono attestati sin dall’alto Medioevo.
Le malghe, infatti, sono costruzioni tipiche delle montagne del Trentino e del Friuli Venezia Giulia, che un tempo venivano usate dai pastori e viaggiatori  per evitare le paludose valli.  Oggi gli alpeggi, molti dei quali ristrutturati e riadattati, continuano a svolgere la loro funzione di “punto di ristoro”, per escursionisti e turisti. Il turismo in malga, infatti, negli ultimi anni sta ottenendo un larghissimo consenso da parte di tutti coloro che desiderano trascorrere qualche giorno all’insegna del silenzio della natura incontaminata e di una cucina di montagna veramente deliziosa.

L’allevamento in malga: caratteristiche e attività

In Italia l’allevamento in malga si svolge tra un’altitudine minima di 600 m e una massima di 2500-2700. La prima fase dell’alpeggio si definisce montificazione, ovvero il trasferimento del bestiame dalle valli ai monti e può avvenire dalla metà di maggio ai primi dieci giorni di giugno. La risalita verso l’alta quota avviene in fasi diverse, chiamate tramuti, che corrispondono al soggiorno degli animali  in strutture poste a diversa altezza sulla stessa montagna. La discesa in pianura viene chiamata invece demontificazione e avviene alla fine di settembre. Un tempo il tradizionale ritorno a valle del bestiame dall’alpeggio era accolto con una grande festa per tutto il paese. Gli animali portavano ornamenti e ai visitatori venivano offerte specialità della malga, dolci tipici e vino.
L’alpeggio si distingue in base al tipo di bestiame ospitato: allevamento per bovini (il più comune), per ovini, caprini, equini o per bestiame misto (compresi i suini e gli animali da cortile). La prevalenza di un tipo di allevamento piuttosto che un altro dipende dalla zona in cui l’alpeggio si svolge. Di solito i pascoli alpini e prealpini sono sfruttati per l’allevamento dei bovini, mentre quelli appenninici sono utilizzati esclusivamente per l’allevamento degli ovini.
L’alpeggio garantisce agli animali uno stile di vita e un nutrimento sano e purissimo che rende pregiati i prodotti realizzati con il latte di questo tipo di allevamento, che sono alla base soprattutto della tradizione culinaria del Trentino. Le produzioni di malga contemplano i prodotti caseari più diversi: formaggio a latte misto, ricotta fresca e affumicata, burro, yogurt, formaggelle e caciotte a latte vaccino o caprino. In alcune malghe è possibile degustare salumi di produzione propria.

L’allevamento in Malga: un’attività in declino?

La pratica dell’alpeggio veniva effettivamente svolta con metodi tradizionali fino a un paio di decenni fa. Oggi effettivamente non sono tantissime le malghe ancora attive, in cui si svolgono tutte le attività tipiche (pascolo, mungitura, lavorazione del latte, stagionatura). Nel giro di poco tempo l’attività dell’alpeggio potrebbe scomparire quasi del tutto con inevitabili e deleteri effetti sull’ambiente naturale e sulla qualità dei prodotti. Sarebbe necessario quindi un intervento istituzionale che spinga e investa sull’attività tradizionale delle malghe, trainata attualmente da un turismo ancora rigoglioso, ma sempre alla ricerca di nuovi stimoli.

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