L’artigianato abruzzese oltre ad una vivace sfumatura della cultura e della tradizione locale deve essere considerato come un’importante realtà economica e produttiva per la regione. Sono ancora tantissimi gli artigiani e le botteghe che realizzano manufatti artistici e non, realizzati secondo tecniche tradizionali, attraverso l’utilizzo delle materie prime locali, dai borghi alle città. Tra le attività più rappresentative dell’artigianato abruzzese troviamo la lavorazione della maiolica e della ceramica, del ferro battuto, del rame e della pietra, o ancora la pelletteria, l’oreficeria, e la lavorazione dei tessuti. Proviamo a scoprire qualcosa in più sulla tradizione artigiana in Abruzzo.

La ceramica e la maiolica

La lavorazione della ceramica è da sempre una delle forme di artigianato abruzzese più note e diffuse nella regione. Oggi uno dei centri centro di produzione dell’arte della ceramica e della maiolica in Abruzzo e in italia è Castelli, il piccolo borgo immerso nel verde ai piedi del Monte Camicia, sul versante settentrionale del Parco Nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga. Si tratta di una tradizione artigiana risalente al Quattrocento, tramandata di padre in figlio per generazioni. Le ceramiche di Castelli sono note per i tipici colori impiegati, giallo, verde, azzurro, arancio e bruno manganese e le loro decorazioni si ispirano ai soggetti più vari, fiori, piante, paesaggi, sole, luna, stemmi, icone, ex-voto.

Il rame e il ferro

Le origini contadine e pastorizie degli abruzzesi hanno favorito la loro abilità nella lavorazione dei metalli per produrre utensili di uso domestico. Basta fare un giro turistico per i centri storici della regione, per ammirare cancellate, ringhiere e lampioni di ferro battuto, risultato del lavoro secolare dei fabbri ferrai e maestri ramai. La conca in rame dagli ampi manici è uno dei simboli della regione e se ne producono ancora insieme a tegami, bracieri, piatti e oggetti decorativi.

I Tessuti

Scanno, Pescocostanzo, Taranta Peligna, Castel di Sangro, Fara San Martino, Lanciano, questi sono solo alcuni dei paesi importanti per la lavorazione dei tessuti, merletti, ricami, arazzi e tappeti. Attività artigianali da sempre affidate alle sapienti mani delle donne abruzzesi. Conosciute a livello nazionale sono le tarante, cioè le variopinte coperte prodotte a Taranta Peligna, realizzate a mano secondo un’antica tradizione, ma altrettanto importante è la produzione di arazzi e di merletti al tombolo la cui produzione è un fiore all’occhiello della città dell’Aquila.

Oro e argento

È in epoca rinascimentale che la lavorazione dei metalli preziosi assume grande importanza nel comparto dell’artigianato abruzzese. La produzione orafa è caratterizzata, nei secoli, sia dalla realizzazione di manufatti in filigrana che dalle tecniche della fusione, dello sbalzo e del cesello. Attualmente, presso i centri di Pescocostanzo, Sulmona e Guardiagrele, prevale la lavorazione della filigrana, mentre a Scanno viene preferita la micro-fusione ed è utilizzato anche l’argento. Tra gli ornamenti preziosi, il gioiello della tradizione d’Abruzzo è senz’altro la Presentosa, un medaglione dorato metafora dell’amore che se raffigura un singolo cuore simboleggia una fanciulla senza alcun legame, mentre se i cuori sono due rappresentano una futura moglie o una donna già sposata.

La pietra

La pietra caratteristica della zona della Majella è particolarmente famosa per il suo colore bianco formatosi naturalmente, e viene utilizzata come materiale per la costruzione di alcuni tra i più splendidi edifici d’Abruzzo. Rosoni, mascheroni apotropaici, foglie di acanto, stemmi nobiliari: sono i motivi più ricorrenti della loro produzione. Al giorno d’oggi non mancano sul territorio i laboratori attivi dove è possibile osservare dal vivo l’affascinante mestiere dello scalpellino.

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