L’artigianato calabrese e’ il prodotto della grande capacità manuale di un popolo, che nei secoli ha subito tanti influssi culturali diversi: greci, romani, bizantini, normanni, angioini, aragonesi.
La storia travagliata della regione ha lasciato però anche una ricchezza di cultura e tradizioni che si rispecchia nella ricca e multiforme attività dell’artigianato calabrese.
Le operose comunità della costa o dell’aspro entroterra hanno, infatti, contribuito sensibilmente a nutrire il grande patrimonio artistico dell’artigianato italiano.

La tessitura e la falegnameria nell’artigianato calabrese

La tessitura in Calabria ha origini antichissime e fino al secolo scorso era capillarmente diffusa in tutta la regione, dove in ogni casa c’era un telaio con cui le donne anziane insegnavo alle giovani la loro arte, di cui è testimonianza il museo di Monterosso Calabro. Oggi esistono piccole aziende che producono, con telai manuali, tessuti artistici, arazzi, coperte, scialli, in fibre esclusivamente naturali quali cotone, lana, lino e canapa, conservando stili e forme della tradizione.
Cercando con cura si possono trovare ancora le preziose coperte aragonesi, vanto dell’artigianato calabrese, di colore rosso vivo in panno di pura lana, con motivi a stampa arabescati di chiara provenienza saracena, prodotte ancora oggi con l’ausilio di antichi stampi lignei.
Famose sono anche le produzioni di sete e damaschi con motivi floreali sovente ispirati ai disegni settecenteschi.
Il legno, che abbonda in Calabria, ha facilitato la nascita di attività legate alla sua trasformazione.
Dall’ulivo, albero molto diffuso, con i cui frutti si ottiene ottimo olio, è utilizzato dalle abili mani degli artigiani locali che ne ricavano oggetti e mobili rari e costosi.
Nell’artigianato calabrese, il legno pregiato viene valorizzato dalla lavorazione che ne mette in evidenza i colori intensi e contrastati e il profumo inconfondibile. Dal legno di noce si ricavano le pipe di Calabria, prodotte con mezzi e tecniche tramandate da padre in figlio.
Si tratta di una fra le più antiche e famose attività artigianali calabresi da cui nascono pezzi pregiati e unici, ambiti da amatori e collezionisti di tutto il mondo per le loro qualità estetiche e funzionali. La presenza, nei boschi, di legni di alta qualità ha favorito la produzione di strumenti musicali  di altissimo pregio, in particolare la liuteria a Bisignano e la costruzione degli zufoli in canna a San Luca e Platì.

Le antiche influenze culturali nell’artigianato calabrese

La pregiata produzione di ceramiche in Calabria risente ancora degli influssi della cultura greca, per il frequente uso di simboli di carattere animistico con soggetti antropomorfi, per le forme snelle ed eleganti, per l’uso dell’argilla uguale a quella antica e per la tecnica di lavorazione, sostanzialmente immutata da secoli, anche se il tornio elettrico sta sostituendo quello a pedale.
Nell’artigianato calabrese famose sono le maschere che dovrebbero scacciare il malocchio, e i bumbuli, recipienti per l’acqua a forma di uomo mostruoso che si innalzano sui tetti delle abitazioni per proteggerle dai malefici.
Di antica tradizione calabrese è una ceramica dalle forme morbide, decorata con morivi floreali azzurri e blu su fondo chiaro, con la quale si preparano oggetti destinati alla cucina.
La regione calabra ha riconosciuto l’importanza culturale ed economica della ceramica codificando le produzioni di Squillace e di Seminara in appositi disciplinari che ne garantiscono l’autenticità e la conformità agli antichi metodi di produzione e decorazione.
Le creazioni di Squillace si riconoscono per la tecnica dell’ingobbio graffito di un caldo colore rosso cupo, che gli artigiani calabresi appresero dai monaci copti, e che successivamente perfezionano nel periodo bizantino e in quello arabo quando ne assimilarono una parte del repertorio iconografico. Le creazioni di Seminara sono famose per i disegni di finissima qualità e per le verniciature in cui predominano i verdi, gli azzurri e un originale giallo-arancio.
Lo spazio a disposizione ci consente solo di evidenziare alcune delle gemme dell’artigianato calabrese, accanto alle quali devono essere menzionate l’arte orafa, nelle cui forme e stili si concentra l’intera storia della regione; la lavorazione dei metalli, in particolare del rame; la produzione di campane in bronzo, che segue tradizioni gelosamente custodite; quella dei ricami, particolarmente sviluppata nella provincia di Catanzaro e la tessitura, sempre a Catanzaro, a San Giovanni in Fiore e nei comuni della Locride.
Un viaggio in Calabria deve quindi prevedere, oltre alle bellezze naturali e ai luoghi d’arte, anche una visita alle piccole botteghe da cui nascono eccellenti pezzi d’artigianato artistico calabrese.

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