L’artigianato friulano è una vera e propria miniera di attività manuali, la maggior parte della quali risale a secoli addietro. Il mosaico, il ferro battuto, le calzature e la lavorazione del legno, sono quelle che ancora oggi si rivelano importanti per l’economia della regione e custodiscono le tradizioni di una terra, influenzata da molte culture che hanno lasciato ognuna una profonda impronta.

I mosaici vanno a scuola: l’artigianato friulano

Fino dal Cinquecento, gli artigiani di Sequals, Solimbergo, Arba, Fanna, e Spilimbergo si spostavano periodicamente a Venezia, città erede della tradizione musiva romana e bizantina, per creare nuovi mosaici con i “sassi” dei loro fiumi, accuratamente selezionati, che fornivano una materia prima d’eccellente qualità. Dalla prima metà dell’Ottocento i mosaicisti friulani cominciarono ad viaggiare anche all’estero, portando le loro realizzazioni in Europa, negli Stati Uniti, in Canada, in Australia, in Venezuela, in Argentina. L’antica tradizione del mosaico è stata ripresa e rinnovata a Spilimbergo, grazie all’attività della Scuola Mosaicisti del Friuli, che dal 1922 prepara artigiani famosi in tutto il mondo e realizza anche opere di qualità come il ciclo musivo del Foro Italico a Roma, quasi 10.000 mq. eseguiti , negli anni Trenta, su cartoni di Angelo Canevari, Giulio Rosso, Gino Severini e Achille Capizzano. Più recenti sono le  realizzazioni musive del Monastero di Sant’Irene vicino ad Atene (oltre 1.000 mq.), del Kawakyu Hotel in Giappone (1.600 mq.) ed i lavori di restauro dei mosaici del Foro Italico a Roma. Interamente realizzato all’interno della scuola è il rivestimento musivo della cupola del Santo Sepolcro a Gerusalemme.

L’artigianato friulano: il ferro nell’arredo e nell’oggettistica

L’artigianato del ferro battuto è diffuso in tutto il Friuli, soprattutto a Gorizia, Paularo, Forgaria, dove virtuosi artigiani creano cancellate, inferriate, recinzioni, letti, ma anche oggetti per il camino e le tipiche banderuole che adornano i tetti delle abitazioni. Maniago è famosa per la produzione di coltelli e forbici, dai modelli professionali a quelli da collezione, che vengono creati da tante piccole aziende che alle lavorazioni tradizionali abbinano i più recenti ritrovati della metallurgia. Forbici di tutti i generi e dimensioni, da quelle per le unghie ai tagliasigari, e coltelli di ogni genere, dai modelli professionali hi-tech ai piccoli cogli funghi, partono ogni giorno da Maniago per giungere nei negozi specializzati di tutto il mondo.

Le calzature morbide e naturali dell’artigianato friulano

Materiali semplici – velluto, tela, spago – sono gli ingredienti con cui da secoli si confezionano in Friuli gli scarpèt, una sorta di pantofola con la caratteristica suola realizzata con strati sovrapposti di tela trapuntata a mano con lo spago. Un tempo era un’attività casalinga di cui si occupavano le donne e che serviva a fornire calzature per la famiglia; piccole varianti – una cucitura, un ricamo, la foggia della punta – distinguevano le scarpèt prodotte nelle varie zone della regione. Negli anni Settanta un gruppo di artigiani della moda ha deciso di riprendere questa calzatura e riproporla in uno stile moderno con lo scopo di creare un prodotto che tenesse il piede nelle condizioni di massimo comfort in estate e in inverno. Oggi le tipiche pantofole friulane provengono dalle zone di Gonars, Fagagna e San Daniele del Friuli, dove ogni giorno tanti maestri artigiani inventano e creano pezzi d’arte davvero unici.

Intarsio: eccellenza dell’artigianato friulano

L’antica arte dell’intaglio, applicata ai mobili e all’oggettistica, viene praticata in Carnia, ma anche a Udine, Trieste e in  Valcellina. La lavorazione del legno è l’artigianato più antico e diffuso in Friuli, dove gli intagliatori creano mobili intarsiati di pregio, ma anche strumenti musicali bellissimi a vedersi. Un altro prodotto tipico erano le dalminis, calzature robuste e comode, lavorate molto più finemente degli zoccoli comuni e usate principalmente nelle occasioni festive. Dal legno ancora verde l’artigiano ricavava un primo abbozzo che veniva lasciato stagionare per anni e in seguito ripreso e lavorato con grande attenzione per adattarlo al piede di ogni singolo cliente. A Cordenons si producono ancora i più semplici folpi, gli zoccoli di legno aperti dietro che oggi sono diventati soprattutto oggetti d’ornamento. Polcenigo è famosa per la produzione di utensili di legno di utilizzo casalingo, come mestoli, ciotole, mattarelli, posate.

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