L’ asino di Martina Franca non è solamente un ciuccio.
Questo animale rappresenta con tutta la sua semplicità la storia di una terra, la sua cultura ed il fare della sua gente. Originario della Puglia, l’asino di Martina Franca e’ una delle razze asinine più apprezzate ed antiche al mondo.
Allevato e selezionato nella Murgia ed in particolare nel Comune di Martina Franca ed i vicini paesi di Locorotondo,Alberobello e Ceglie Messapica, in un territorio unico nel suo genere e vocato da sempre all’allevamento del bestiame,  questo animale robusto, rustico, mite e docile, è abituato a vivere in un ambiente climaticamente
difficile con inverni freddi ed estati infuocate.

L’asino di Martina Franca: un fuoriclasse tutto italiano

Le origini dell’asino di Martina Franca sono controverse e gli esperti di settore si dividono in due scuole di pensiero.
Alcuni affermano che derivi dall’asino catalano, introdotto in numero di 15 capi, ai tempi della dominazione spagnola, dai Conti di Conversano, famosi anche per l’ impulso dato all’allevamento del Cavallo Murgese.
Altri, sebbene riconoscendo la veridicità storica della importazione  di alcuni asini provenienti dalla Spagna, ritengono che questi non riuscirono mai a dare vita ad una nuova razza, in un ambiente dominato da una moltitudine di soggetti autoctoni, ma che al massimo furono miglioratori della specie già esistente.
Si deve pertanto dedurre che, l’asino martinese sia una razza pura, geneticamente intatta e legata al territorio.
Da qui l’ esigenza da parte degli allevatori locali di conservare e tutelare l’ asino di Martina Franca come razza autoctona, senza nessun incrocio con altri “Blood Types”.

Un animale da tutelare: l’asino martinese

Famoso per la sua altezza, straordinaria robustezza e l’adattabilità a condizioni di vita proibitive e sebben apprezzato per le sue qualità di miglioratore di razza e per la produzione di impareggiabili muli, l’asino di Martina Franca in passato non ha avuto vita facile.
Malgrado due importanti interventi tutelativi a livello nazionale, il primo nel 1926, con il “Regio Deposito Stalloni” di Foggia, oggi Istituto Incremento Ippico, per la selezione in Puglia della razza equina Murgese e asinina di Martina Franca, e il secondo, nel 1948, con la costituzione dell’Associazione Regionale Allevatori dell’Asino di Martina Franca e del Cavallo Murgese, finalizzati entrambi alla diffusione e conoscenza di queste razze, l’asino di Martina Franca, intorno agli anni ’90, rischio’ l’ estinzione, con il pericolo di scomparire dal patrimonio zootecnico italiano.
Per scongiurare tale perdita gli allevatori nel 1990, si riunirono nell’ A.N.A.M.F (Associazione Nazionale Allevatori del Cavallo delle Murge e Asino di Martina Franca) Ente strutturato a livello nazionale, con maggiore potere decisionale ed operativo, la cui finalità era l’ incremento e la tutela di questi animali tipici della Murgia.
Oggi il numero di capi è in potente recupero, come le richieste per questa razza asinina italiana la cui domanda sul mercato non si riesce addirittura a soddisfare. Pur tuttavia per i parametri AIA ( dettati dalla Fao a proposito di razze equine in estinzione ), l’asino di Martina Franca rientra fra le razze in via di estinzione.

Aspetto, note e curiosità sull’ asino di Martina Franca

L’ asino di Martina Franca lo si riconosce per due caratteristiche particolari: l’ altezza e il mantello. Tra le razze di asini italiani è infatti la più alta e a tal proposito ricordiamo gli stalloni Lepanto e OrsonWelles, distintisi per l’imponenza e la bellezza dell’aspetto. Il mantello, morello o baio scuro e’ folto e morbido al tatto e le grandi orecchie sono avvolte da un peluria lunga ed abbondante.
Dal 1985 la Regione Puglia, coadiuvata dall’Associazione di settore, ha creato nella settecentesca Azienda Regionale Russoli, nell’agro di Martina Franca e Crispiano – il “Centro per la conservazione del patrimonio genetico dell’asino di Martina Franca”, un’ ambiente protetto per la preservazione di tale ricchezza. L’ asino di Martina Franca infatti rappresenta un patrimonio collettivo della Murgia, ma non solo. Anche un potente volano per l’ economia del territorio.
Da alcuni anni il mercato richiede sempre più il latte d’asina, alimento con le caratteristiche organolettiche più simile al latte materno, indicato per bambini con allergie alimentari nei primi mesi di vita. Ma anche le industrie cosmetiche cominciano ad interessarsi a questo oro bianco, per non parlare della onoterapia, utilizzata per il recupero di persone con disagi psicofisici. Ed è anche per questo, che la conoscenza delle grandi caratteristiche dell’ asino di Martina Franca vanno promosse…sul proprio dorso non porta solo la cultura e la storia della propria terra, ma anche una possibilità di crescita economica della gente che da secoli lo alleva con cura e dedizione.

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