Le armi sono fra le tante eccellenze italiane che vantano un posto di primo piano nel nostro comparto industriale. Secondo l’Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere di Brescia, nell’ultimo decennio l’Italia ha superato Germania e Stati Uniti nell’esportazione e vendita di armi comuni non militari ed è leader mondiale di questo specifico mercato, con una quota che sfiora il 20%, nonostante negli ultimi anni si siano affacciati sul mercato agguerriti competitor dalla Cina, dal Brasile, e dalla Turchia. Nell’ultimo decennio le armi comuni italiane hanno raggiunto 127 Paesi in tutti i continenti, ma i mercati principali si trovano tradizionalmente nell’Unione Europea (34%) e soprattutto negli Stati Uniti (37%), un mercato vastissimo, ma anche molto concorrenziale e dominato da marchi storici come Colt, Ruger, Smith & Wesson.

Una valle agguerrita: le armi del Bresciano

Gran parte di queste armi si producono nel distretto industriale di Val Trompia, nel Besciano, dove in poche decine di chilometri si concentrano più di quattrocento aziende produttrici di armi, munizioni e relativa componentistica. In gran parte sono imprese piccole e medie, spesso di origine familiare, ma vi sono anche aziende di grande dimensione come la Beretta, che opera dal 1526 (quasi cinque secoli…), che nel 2013 ha registrato un fatturato consolidato di 683 milioni di euro, e che può vantare, fra i tanti successi, di aver scalzato la mitica Colt 1911 dal fianco dei militari americani, sostituendola con la serie 92 prodotta a Gardone Val Trompia. Pur nella loro diversità, tutte le aziende del distretto di Val Trompia, hanno in comune la ricerca continua della perfezione e dell’innovazione, da cui deriva il loro successo mondiale. Che si tratti di produrre leghe speciali, oppure lavorazioni di altissima precisione, o anche decorazioni artigianali destinate a creare capolavori e pezzi unici di fucili da caccia, la valle bresciana offre sempre soluzioni al massimo livello, per una produzione di armi che non teme concorrenza .

Le armi sul set: James Bond spara italiano

Persino James Bond si è accorto di quanto siano eccellenti le armi italiane e ha scelto, per l’ultimo film Spectre, di dotare il proprio nemico Mr. Hinx, di una pistola prodotta da una giovanissima azienda italiana, Arsenal Firearms, fondata appena nel 2011 a Gardone Val Trompia da un armaiolo progettista di lunga esperienza, Nicola Bandini, e da un collezionista nonché appassionato creatore di armi in miniatura, Dimitry Streshinskiy. Ma come fa un‘azienda giovanissima, appena nata, ad aggiudicarsi una fornitura così prestigiosa? Semplice, attraverso i soliti ingredienti, innovazione ed eccellenza, che si sono incarnati nella formidabile AF2011 Dueller Prismatic, la prima pistola semi-automatica a doppia canna ad essere prodotta in serie. L’arma, bellissima a vedersi, è un concentrato di raffinatezza progettuale e di lavorazioni di altissima precisione. E’ alimentata da due caricatori monofilari in lamierino d’acciaio con fondello unico, ed attivata da due grilletti che agiscono su un doppio cane a cresta singola. La AF2011 Dueller Prismatic fa quindi fuoco contemporaneamente da due canne parallele da sei pollici e mezzo di lunghezza munite di fori di compensazione per facilitare il controllo della reazione allo sparo. L’effetto scenografico è notevole, come sarebbe pure il potere d’arresto di un’arma prodotta in calibri pesanti come 45 ACP, 38 Super Auto e 10mm Auto. Ma anche 007 sarà ben attrezzato per rispondere, guarda caso con un’arma della stessa azienda italiana, un kit di tiro a lunga distanza LRC-2 accompagnato da una pistola AF-1 Strike One. Chi vincerà fra il mitico agente segreto e l’altrettanto mitica Spectre? Non lo sappiamo, anche se possiamo intuirlo, ma con certezza possiamo affermare che l’eccellenza italiana dell‘industria delle armi sarà protagonista anche a Hollywood.

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