Se qualcuno pensa che le fragole non meritino un posto d’onore sulle nostre tavole si sbaglia. Frutto originario delle zone alpine dell’Europa, erano già note ai Romani e Plinio il Vecchio, grande naturalista e storico vissuto nel I secolo d.C., fu il primo ad interessarsi alle proprietà benefiche della pianta di Fragaria, catalogandola come specie selvatica. Sappiamo che nell’antica Roma si consumavano in occasione delle feste in onore di Adone. Il mito racconta, infatti, che le fragole non fossero altro che le lacrime della dea Venere, cadute sulla terra dopo la morte del suo amato, che si sarebbero trasformate  in cuori rossi, dando origine a queste delizie. La leggenda, inoltre, attribuisce alle fragole anche poteri straordinari: afrodisiache ed in grado di suscitare nell’uomo potenti tentazioni, ma anche infallibile amuleto contro il morso dei serpenti, a patto di portarle essiccate all’interno di una cintura.

Le fragole: da un ibrido alle varietà coltivate in Italia

L’Italia è uno dei più importanti paesi europei per la produzione di fragole e negli ultimi anni il consumo di questo frutto è cresciuto sensibilmente grazie alle nuove varietà di fragole presenti sul mercato e ad una maggiore durata del calendario di commercializzazione. Le coltivazioni di fragole, infatti, sono distribuite lungo l’intero territorio nazionale sfruttando  le diverse latitudini dell’Italia e garantendone una produzione più lunga.
Pur lasciando alle fragole di bosco tutti i possibili meriti storici e fitoterapici, i frutti che si consumano adesso sono il risultato di un incrocio con specie che vennero scoperte oltre oceano più di quattro secoli fa: la Fragaria Chiloensis del Sud America e quella del Nord America, della Virginia esattamente. Fu un botanico inglese Michael Keens che per primo, nel 1821, tentò l’esperimento con successo, dando vita ad un ibrido che sarebbe poi divenuto il capostipite di tutte le fragole “contemporanee”.
In Italia le varietà di fragole coltivate sono diverse e tutte di spiccate qualità di gusto, profumo e caratteristiche organolettiche.
In Campania, la prima regione per produzione, si coltiva da qualche anno la varietà di fragole Sabrina, dal colore brillante, compattezza del frutto ed ottimo grado zuccherino, valutato con i gradi Brix, a cui si deve aggiungere un perfetto rapporto acidi/zuccheri.
In Basilicata  la varieta Candonga, a marchio Solarelli, viene commercializzata con successo in tutto il territorio nazionale ed esportata oltre confine. Le fragole Candonga, succose e dolci, hanno la caratteristica di avere un sapore e un profumo che si riteneva andato perso e si trovano in distribuzione da fine febbraio a tutto aprile. In Piemonte si coltiva la Fragola di Cuneo, l’unica a marchio IGP. Sono produzioni ottenute con tecniche di coltivazione tradizionali su terra ed hanno proprietà eccezionali, con un tenore zuccherino minimo superiore ai 6° brix, associato ad una buona acidità dei succhi e che vengono commercializzate da fine aprile a tutto ottobre.
La fragola di Tortona è un presidio Slow Food dal 2000 ed è una rarità, tanto da aver generato un vero e proprio mercato del «falso». La presenza della fragola nel Tortonese risale a tempi remoti: nel 1411 in un registro della Pieve di Garbagna si indicano, tra i prodotti ortofrutticoli locali, le “ magiostre o fravole ”. È un frutto molto deperibile e disponibile solo per una decina di giorni l’anno, tra la metà e la fine di giugno. Poco più grande di un lampone, esternamente rossa scura con la polpa chiara venata di rosso, ha un profumo intenso di moscato e il sapore dolce e delicato.

Le Fragole: tante proprietà, ma attenti alla rintracciabilità.

Le fragole sono un concentrato di virtù salutari per l’organismo umano. Sono ricchissime di vitamina C e potassio, favoriscono l’assorbimento del ferro e la produzione di collagene, rafforzano i capillari, riducono ritenzione idrica e cellulite e grazie al loro contenuto di acido folico sono utili per il mantenimento della memoria. Quando si consumano vanno lavate abbondantemente. La superficie puntellinata favorisce, infatti, il deposito di anticrittogamici ed è per questo che è meglio scegliere prodotti nazionali dove è indicata nello specifico l’origine di provenienza. Per gli amanti del mangiar sano in Italia si coltivano due varietà di fragole biologiche: la varietà ANTEA con frutti di bella forma conica e grande consistenza, con un periodo di raccolta molto lungo e la varietà RECORD, selezionata dalla Sezione di Forlì del Cra, con polpa è chiara e di buon sapore, ma anche queste sono assolutamente proibite a chi presenta allergie o sensibilizzazioni a questo delizioso frutto.

Fonti: http://www.karposmagazine.net/it/article/2014/04/28/fragole-italiane-tutto-lanno/6443f7f5-5520-4d90-a118-3cbc80ca303b/

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