Le Gravine  sono una tipica manifestazione carsica della Murgia, una tra le bellezze naturali della Puglia più suggestive e meno valorizzate. Non esiste in tutta l’Europa occidentale una zona come questa.
Quando ci si arriva – oltre la sensazione di stupita sorpresa – si viene rapiti dall’atmosfera, qualcosa di molto diverso da ciò che si respira sulle spiagge del Salento  o nella baroccheggiante Valle d’Itria, un  viaggio in un territorio misterioso, attraverso gole rocciose, paesi arroccati e lontano dal turismo di massa, dove la natura impervia e selvaggia ha custodito per millenni chiese rupestri, insediamenti preistorici e tra le piu belle masserie pugliesi.
Le Gravine, insieme alle doline ed alle lame, sono incisioni erosive profonde.
Qui l’acqua nel corso di millenni ha scavato e modellato il terreno con salti che raggiungono anche i 100 metri di altezza. Sono fenomeni carsici che ricordano i canyon,  si sono originate grazie agli spostamenti tettonici che hanno permesso a loro volta l’emersione dell’intera regione dai fondali marini e raccontano la storia geologica della Puglia.
Sul fondo delle Gravine pugliesi scorrono spesso i torrenti, che con le precipitazioni possono divenire tumultuosi, ma che regalano panorami a dir poco favolosi.

Le gravine di Puglia: un gioiello divenuto parco

Il Parco Naturale Terra delle Gravine  comprende  12 Comuni della Provincia di Taranto e un Comune della Provincia di Brindisi e si estende  dall’ Altopiano delle Murge verso il mare.  Purtroppo è uno degli itinerari turististi della Puglia meno valorizzati.
Un territorio molto povero di risorse, ma abitato da millenni durante i quali l’uomo ha saputo coltivare i valloni e i pianori  con ulivi, mandorli, peri, prugni, e fichi, che si alternano alla macchia di lentisco ed ai boschi  di lecci, olmo, quercia e pini di Aleppo.
Le Gravine di Puglia, hanno un microclima unico ed eccezionale, sono la terra delle orchidee selvatiche, diffusissime per quantità e numero di specie, e qui l’aria profuma sempre di erbe aromatiche come  salvia, mirto,  timo e finocchio selvatico.
La presenza di acqua e  le intrinseche caratteristiche del territorio hanno permesso l’insediamento umano dal neolitico fino agli anni ’50 del secolo scorso. Le grotte delle gravine di Puglia attraversano la storia  e nascondono resti di villaggi preistorici, cisterne, chiese rupestri e cripte di epoca bizantina.

Le gravine di Puglia: luoghi da restare senza fiato 

Gli itinerari escursionistici delle Gravine pugliesi sono numerosi, ma se decideste di scoprire questo territorio ci sono dei luoghi assolutamente da non perdere.
Le Gravine di Penziero e di Riggio, a Grottaglie:  sono bellissime ed hanno grotte che conservano testimonianze di siti preistorici e luoghi di culto con affreschi bizantini e basso medievali e bizantini raffiguranti santi, angeli, vescovi e scene della vita di Cristo. La Gravina di Riggio in particolare, è considerata una tra le più affascinanti gravine pugliesi con una cascata che ha salto di circa 15 m, immersa in un ambiente naturale straordinario.
Ginosa, Mottola, Grottaglie, Crispiano, Laterza, Statte, Castellaneta, Massafra, Palagianello, per i loro surreali villaggi e chiese rupestri che si trovano a volte inseriti nel contesto urbanistico.
Todisco e le chiese rupestri di San Giuliano e Sant’Onofrio.
L’antico acquedotto romano del Triglio.
Massafra e Mottola con le Gravine di San Marco e Petruscio, i villaggi rupestri, la necropoli greca e le Masserie Pantaleo e l’Amastuola.
Castellaneta e Laterza con la gravina di Montecamplo e quella di Laterza, la più grande e spettacolare del Parco, lo jazzo Maldarizzi, un antichissimo ovile, i trappeti (i frantoi pugliesi) e testimonianze archeologiche preistoriche e medievali.
La Masseria Tagliente a Martina Franca, al cui interno dove sono presenti un tutte le varietà botaniche del territorio. Nella proprietà vi è la “Gravina dell’inferno”, una profonda gola scavata dall’erosione dell’acqua a ridosso della gravina si trova la grotta delle Cento Camere, meta obbligata di piacevoli passeggiate nel bosco, in cui si trovano stalattiti e stalagmiti.
Il Parco Archeologico Naturalistico dei Dolmen di Statte, monumenti dell’età del bronzo medio (XVIII-XIII sec. a.C.), diffusi in tutta la Puglia,  immersi in un paesaggio di fitti pini d’aleppo e olivi secolari.
La suggestiva cittadina di Gravina di Puglia, con le sue grotte usate fin da tempi lontani come abitazioni e luoghi di culto.

 

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